Mappamondo di fra' Mauro Camaldolese
Il Mappamondo di fra' Mauro Camaldolese, considerato il principale monumento cartografico medioevale, si conserva nella Biblioteca del Sansovino presso la Biblioteca Marciana di Venezia.
L'opera possiede un contorno leggermente ellittico ed è compresa all'interno in un quadrato di metri 2,23 di lato, che presenta sui quattro angoli immagini e didascalie che riflettono le concezioni medioevali della teoria delle sfere omocentriche del sistema aristotelico tolemaico, e della spongiosità dell'Ecumene.
Un esempio è dato dalla iconografia posta nell'angolo inferiore a sinistra, che ritrae il Paradiso terrestre e la Terra secondo i dettami delle Sacre Scritture, e dalla legenda posta poco più in alto dove si legge "Perché la sacra scriptura fa mention del fonte del paradiso et ancora de queli quatro fiumi che nasceno da q[uel]lo, però ne la presente pictura se demostra q[ue]sto, e p[er]ché sono molti che se merauegliano come sia possibile che q[ue]sti quatro fiumi nassando da questo luogo remotissimo habi li suo fonti distantissimi l'uno da l'altro, respondo seco[n]do sancto Augustino sopra el Genesi, che q[ue]sti fiumi, hi fo[n]ti di qual ne sono noti, habino luogi subterranei e passa[n]do molte regio[n] nassano i[n] diuerse p[ar]te e che uno cioè Ganges, nassa i[n] India, Tygris in Armenia dal mo[n]te Charabach, Eufrates similiter i[n] Armenia apresso la cità Arçeron, [et] Gen ouer Nilo i[n] Ethyopia i[n] Abassia, in la prouincia de Meroa".
Non ha scala, né meridiani, né paralleli ed è orientato col sud in alto, mentre le terre emerse sono tutte circondate dall'Oceano.
Sul retro della raffigurazione compare una scritta che permette l'esatta datazione: "1460 addì 26 avosto fo complido questo lavor".
È probabile, quindi, che esso sia stato completato dai discepoli, dopo la morte di fra' Mauro; ne sono prova gli spazi riservati alle legende che appaiono lasciati in bianco.
Per il disegno, lo stesso Almagià crede che esso sia stato eseguito prima del 1450, ed è comunque del parere che questa non sia la copia del Mappamondo mandato ad Alfonso, ma un'opera autonoma che può aver avuto come fonte una carta nautica, per le regioni mediterranee, e il Milione di Marco Polo per l'estremo Oriente.