I NOVE PUNTI
Documento della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani
e Dalmati per le forze politiche
1. RESTITUZIONE DEI BENI
2. INDENNIZZO EQUO E DEFINITIVO
3. CASE POPOLARI
4. ANAGRAFE
5. TOMBE MONUMENTALI E CIVILI
6. CITTADINANZA
7. FIGLI DI PROFUGHI E PROVVIDENZE
SOCIALI E ASSISTENZIALI A FAVORE DEGLI ESULI
8. PROSECUZIONE E MIGLIORAMENTO DELLA NORMATIVA DI CUI ALLA LEGGE 193/2004
9. TAVOLO DI CONCERTAZIONE
1. RESTITUZIONE DEI BENI
Poiché vi è una
consistente parte degli esuli, sia pure minoritaria,
che aspira tuttora alla restituzione dei beni espropriati
e/o nazionalizzati o a forme sostitutive di compensazione da parte degli
stati Sloveno e Croato, nonostante le difficoltà di carattere
diplomatico delle trattative in corso, si ritiene di individuare una
piattaforma tecnico-giuridica con cui il Governo Italiano possa efficacemente
affrontare e risolvere, anche sotto il profilo giuridico, la questione
della restituzione ai profughi e della non discriminazione delle legislazioni
interne nei confronti dei cittadini italiani.
Il 12 ottobre 2005 la Federazione
chiedeva l’invalidità sul piano giuridico del Trattato di
Roma del 1983 tra Italia e Jugoslavia, che prevede la liquidazione concordata
per i beni italiani della ex zona B del Territorio Libero di Trieste,
sollecitando il Governo Italiano a denunciare l’accordo stesso
per inadempienza, avviando una nuova trattativa con le controparti al
fine di esaminare tutte le possibilità di restituzione dei beni
ancora liberi e la congrua rivalutazione dell’importo non pagato.
2. INDENNIZZO EQUO E DEFINITIVO
Preso atto con vivo disappunto che in questa legislatura nulla è stato
fatto o deciso su questo argomento fondamentale per la grande maggioranza
degli esuli, si chiede che ad essi venga riconosciuto un “indennizzo
equo e definitivo”, tenendo conto delle quote di indennizzi già pagate
ed aggiornando l’ammontare dovuto e gli importi erogati in base
ad indici obiettivi concordati, sino alla data del nuovo provvedimento.
Per prepararlo si chiede un “tavolo tecnico” composto da
esperti, in grado di definire lo stesso in tempi brevi.
3. CASE POPOLARI
La legge approvata al riguardo, anche nel corso delle recenti legislature,
ha contribuito a creare confusione in materia e necessita di un intervento,
a livello legislativo, che conferisca uniformità e chiarezza sia
alle agenzie periferiche del Demanio, sia a Federcasa per quanto concerne
la corretta interpretazione delle norme; così come risultante
dalla sentenza del Consiglio di Stato, Sez. IV, n. 1176/05, e dalle recenti
decisioni del TAR Piemonte, secondo le quali il diritto dei profughi
all’acquisto delle case alle condizioni di miglior favore, dì cui
all’art. 1 comma 24 legge 560/93, spetta a tutti i profughi assegnatari
di alloggi di cui all’art. 17 e 18 della legge 137/52, a prescindere
dall’ente proprietario, dalla data di costruzione e dalla natura
del finanziamento.
Si chiede infine che venga risolto il problema del
soggetto giuridico legittimato ad acquisire gli immobili diversi da quelli
residenziali, appartenenti all’Opera Nazionale Profughi, nonché ad
altri enti e che avevano destinazioni commerciali, industriali, artigianali,
etc..
4. ANAGRAFE
Vista la parcellizzazione delle competenze in materia di anagrafe, documenti
di identità, patenti, tessere sanitarie, posizioni pensionistiche,
etc. con gravi conseguenze sulla correttezza del codice fiscale, dati
i numerosi ed incresciosi casi di alterazione dei luoghi di nascita degli
esuli, in Contrasto con la legge n. 54/1989 - che garantisce che i Comuni,
già appartenuti allo Stato Italiano, vengano indicati con toponomastica
italiana e senza indicazione del paese di attuale appartenenza (Croazia,
Slovenia, Jugoslavia, Serbia, etc. ) - occorre un intervento che coordini
tutte le amministrazioni statali e regionali, nonché il Ministero
che segue il sistema informatico dello Stato.
5. TOMBE MONUMENTALI E CIVILI
Si chiede la salvaguardia delle tombe monumentali e civili con scritte
in lingua italiana in Istria, Fiume e Dalmazia.
Alcune di tali tombe
vengono curate da singoli Madrinati, ma spesso sono state oggetto di
vendita arbitraria, non esistendo a livello di stati un preciso accordo
per la loro conservazione.
6. CITTADINANZA
Il disegno di legge in materia di concessione della cittadinanza ai
residenti nelle repubbliche di Slovenia e Croazia ha concluso l’iter
legislativo proprio l’ultimo giorno di lavoro delle Camere.
Tuttavia
sono ancora esclusi dalla normativa i casi di persone di nazionalità italiana
residenti nei comuni della Dalmazia, che non appartenevano all’Italia
al momento del Trattato di Pace del 1947 ( Spaiato, Veglia, Ragusa, Cattaro,
etc.).
Occorre quindi valutare questa situazione di cui le autorità Consolari
sono a conoscenza.
7. FIGLI DEI PROFUGHI E PROVVIDENZE DI CARATTERE SOCIALE E ASSISTENZIALE A FAVORE DEGLI ESULI
Si richiede che venga ripresa la proposta di legge che tende ad attribuire
la qualifica di profugo con le relative provvidenze ai figli.
Devono inoltre
essere predisposte e varate dal Parlamento e dalle Regioni provvidenze a favore
degli esuli in difficoltà per motivi di salute,
di età o al di sotto della soglia di povertà.
Si chiede
poi la regolarizzazione delle situazioni previdenziali tuttora irrisolte
per:
- |
contribuzione per periodi di detenzione nei campi di concentramento
ex-jugoslavi (proposta Menia) |
- |
contribuzione di periodi di lavoro
nelle zone cedute (prevalentemente prima dell’esodo dalla zona
B) |
- |
tutela e provvidenze a favore di esuli
esposti all’amianto nei
campi profughi, come quelle previste per i lavoratori |
8. PROSECUZIONE E MIGLIORAMENTO DELLA NORMATIVA DI CUI ALLA LEGGE 193/2004
La legge 193 del 2004, di prossima scadenza, ha sostituito la legge
72/2001, per la tutela del patrimonio storico, artistico e delle tradizioni
culturali italiane delle associazioni degli esuli istriani, fiumani e
dalmati in Italia, con riferimento a quanto previsto per le Comunità degli
Italiani nei territori ceduti.
9. TAVOLO DI CONCERTAZIONE
Per dare continuità e professionalità amministrativa alla gestione
da parte dello Stato dei vari e complessi problemi degli Esuli, si richiede la
costituzione di un “Tavolo di Concertazione” a livello di Presidenza
del Consiglio, a cui partecipino i rappresentanti delle amministrazioni interessate
e della Conferenza Stato-Regioni, nonché rappresentanti ed esperti delle
Associazioni degli Esuli, con riunioni a cadenze periodiche, in modo da evitare
proteste e risposte politiche contraddittorie e come tali controproducenti.