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LE CASITE
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Lo spazio prodotto dall’agire umano diventa il campo di ricerca della geografia umana, le sue differenziazioni indotte dalla cultura sono il campo della geografia culturale. In tale spazio si possono distinguere oggetti e luoghi che accentrano in se tutti i valori della cultura, in un tempo storico definito e in un luogo altrettanto circoscritto.
In questi luoghi e in questi oggetti la geografia riconosce i segni incisi nel territorio quali simboli di una cultura propria di quel luogo e di quel popolo.
Si tratta di capire ed entrare nel vissuto di quel profondo senso dell’arcano che trapela dall’impatto con la pietra istriana e con l’uso multiforme che ne fece l’uomo in secoli di storia. E’ quanto crea il vissuto di un ambiente nelle piccole e disseminate sedi dall’aspetto austero ed antico, avvolte spesso dal silenzio del paesaggio circostante.
Ne sono testimonianza le Casite, vero e proprio patrimonio archeologico, storico ed etnografico di queste terre, è la fine di un modo di costruire in gran parte autogestito, perché il controllo della stessa tecnica costruttiva non è piu disponibile, che sembrerebbe derivato dal carattere arcaico che la loro tipologia e i loro elementi architettonici sembrano aver mantenuto per millenni, nella forma delle loro piante e sezioni, nell’impiego esclusivo della pietra e nella tecnica costruttiva delle loro coperture.
Esse sono elementi strutturali dello spazio rurale, adattate al paesaggio mediterraneo per forma e materiale difficilmente databili in parallelo con l’origine e la crescita dell’abitato.
La casita, è una sorta di capanna circolare costruita rusticamente con basi di muratura sovrapposta, generalmente si compongono di un muro perimetrale ad impianto circolare o quadrangolare, delimitante una cella capace di accogliere poche persone non sempre erette, e di una copertura per lo più a pseudocupola, configurandosi all’esterno con un tetto a cono, ma talvolta anche a campana, di altezza variabile.
Sono sapientemente architettate, quasi tutte rotonde e più o meno grandi, agli angoli dei campi o in mezzo al terreno, o addirittura dentro il grosso monte di pietre. Alcune sono datate e hanno uno o più secoli di vita, altre sono molto recenti.
In Istria queste costruzioni appaiono ricche di particolari costruttivi atti a renderle più ospitali, sebbene, anche in passato, non siano state abitate con continuità se non solo temporaneamente dai contadini e dai pastori, per esigenze di riparo, di deposito o durante le transumanze. Le Casite non erano limitate soltanto alla presenza dell’uomo ma anche a quella del suo bestiame, soprattutto ovino.
Sono state inoltre un rifugio sicuro per proteggersi dalla pioggia improvvisa, dal sole durante la siesta del mezzogiorno, per passare una notte quando il lavoro non si completava nella giornata o per difendersi dai ladri in tempo di raccolto.
La Casita era un rifugio sicuro, ma niente di più, nessuno ha mai pensato di chiuderle o tanto meno di portare qualche arredo di comodo.
Sono state censite circa mille costruzioni, testimonianza del lavoro di quella civiltà contadina che ha saputo dare un’impronta così originale al territorio, così esteticamente indovinata, in perfetta armonia con l’ambiente, opere qualificanti e costitutive della realtà territoriale e dell’ambiente naturale e storico istriano.

invito e copertina

LE CASITE


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