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1895, 9 dicembre
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Nasce a Rovigno Antonio Santin, primogenito di undici fratelli, da Giovanni e Eufemia Rossi
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1906 - 1907
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Prima ginnasio: è iscritto nell’elenco d’onore degli scolari
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1915, 28 giugno
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Si diploma a pieni voti a Capodistria
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1915
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Viene mandato dal Vescovo nel Seminario di Marburg dove vive anni di stenti patendo la fame; i suoi genitori vengono evacuati da Rovigno e portati nella Stiria a Wagna.
In quegli anni passa da Maribor al monastero dei cistercensi a Zaticna, in Carniola, dove completa gli altri tre corsi di Seminario |
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1918, 14 maggio
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Il Vescovo di Parenzo e Pola, mons. Pederzolli, nomina con proprio decreto il neo-sacerdote Antonio Santin cooperatore parrocchiale di Carnizza con la residenza a Mormorano
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1919, novembre
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Il Vescovo lo trasferisce a Pola con l’incarico di vicario cooperatore
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1923
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Consegue il Dottorato dopo aver frequentato a Bergamo l’Istituto Cattolico di Scienze Sociali
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1932
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Viene nominato dal Vescovo di Parenzo e Pola, mons. Pederzolli, parroco della cattedrale di San Tommaso in Pola, dopo essere stato nominato nel 1931 canonico di quel Capitolo
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1933
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Pio XI lo designa, a soli trentasette anni, a reggere la giovane Diocesi di Fiume
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1938
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La Comunità ebraica triestina è formata da 2908 persone che andrà sempre più assottigliandosi sia per l’allontanamento “precauzionale” dei giovani sia per la “sconfessione” dell’appartenenza religiosa con atto di abiura
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1938, 6 maggio
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La Santa Sede lo nomina Vescovo delle Unite Diocesi di Trieste e Capodistria con una popolazione cattolica pari a 432.984 persone; continuerà il suo mandato fino al 28 giugno 1975
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1938, 22 agosto
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Leggi razziali, che si fanno pesantemente sentire anche in Italia dal 3 settembre 1938
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1938, settembre
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Mussolini è in visita ufficiale a Trieste e si reca nella cattedrale di San Giusto; qui trova il Vescovo Santin che chiede ragione delle parole offensive verso il pontefice Pio XI che aveva deplorato le persecuzioni razziali
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1938, 20 dicembre
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Si reca da Mussolini e ottiene udienza per deplorare l’invadenza a Trieste degli organi politici in campo ecclesiastico, per parlare del problema slavo e di quello razziale ebraico, ma il regime continua nella sua politica
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1939
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Indice la sua prima visita pastorale che concluderà nel 1940
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1939 - 1940
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Convoca il clero a convegno sul tema “Gli uomini disertano la Chiesa?” e l’anno successivo sul tema del “Ministerium Verbi”, analisi dei metodi di predicazione e di catechesi agli adulti
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1941
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Alla vigilia dell’invasione della Jugoslavia rifiuta la richiesta del questore che, su mandato del prefetto, chiede l’abolizione in tutta la diocesi delle prediche e dei canti in lingua slava
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1941, 12 gennaio
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Si rivolge ai suoi diocesani con una lettera pastorale avente come tema la famiglia cristiana, che completerà nella lettera pastorale del 18 gennaio 1942 con l’impegno educativo della famiglia nella formazione dei figli
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1942
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II visita pastorale alle Unite Diocesi di Trieste e Capodistria
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1943
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A Trieste, nell’Istria e sul Carso occupati dai nazisti sono all’ordine del giorno arresti e internamenti ed il Vescovo Santin nella solennità di San Giusto chiede a tutto il suo popolo di trasgredire le leggi razziali
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1943
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L’Istria viene di fatto separata dall’Italia
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1943, 20 agosto
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Invia promemoria al Prefetto di Trieste del nuovo governo Badoglio, dott. Angelo Cocuzza
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1943, 1 ottobre
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I nazisti danno il via alle azioni di rastrellamento, famoso l’episodio a Monte di Capodistria dove il paese viene incendiato e si hanno otto morti, il Vescovo è lì a prestare i primi soccorsi
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1943, 17 ottobre
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Invia la lettera pastorale in cui esprime il suo stato d’animo di condivisione delle sofferenze della gente, a seguito della sommossa del settembre 1943 in Istria guidata dai comitati di liberazione croati inneggianti all’unione dell’Istria alla “madrepatria Croazia e Jugoslavia” e protagonisti di episodi di giustizia sommaria che si consumano con l’eccidio delle foibe
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1943, 12 marzo
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Avuta notizia certa che l’Ispettorato speciale di Pubblica sicurezza opera arresti e pesanti torture nella “Villa Triste”, chiede nella lettera a Guido Buffarini Guidi che quegli orrori cessino.
Grazie al suo intervento parecchie persone vengono liberate |
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1944, 29 marzo
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Scrive al Prefetto di Trieste Bruno Coceani e protesta per il prelevamento dall’ospedale psichiatrico di tutti gli ammalati e vecchi ebrei e chiede di far conoscere il suo biasimo alle autorità tedesche
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1944, 2 aprile
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Attentato ai militari tedeschi a Opicina dove perdono la vita 7 soldati.
La reazione tedesca prevede la fucilazione di 70 persone al Tiro a segno di Opicina; il vescovo si fa accompagnare per evitare il massacro, ma arriva tardi. |
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1944, 4 aprile
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Scrive al podestà Cesare Pagnini e deplora questi avvenimenti
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1944, 5 aprile
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Scrive al comando della Wehrmacht deplorando l’attentato e esprimendo il dolore per le esecuzioni
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1944, 21 novembre
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Durante la festa della Madonna della Salute nella chiesa di Santa Maria Maggiore annuncia di aver ottenuto, dalle autorità germaniche, che per Natale, coloro che furono avviati ai campi di lavoro, tornino a casa
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1944, 29 novembre
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Scrive al consulente tedesco dott. Hinterreger, al fine di far rientrare in famiglia dai campi di lavoro le persone malate e indebolite e quale scambio per esse offre se stesso e alcuni sacerdoti diocesani e religiosi volontariamente offertisi
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1945, 29 aprile
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Il vescovo presagendo la successiva bufera chiede e ottiene di parlare a tutta la città via radio: è un invito alla calma avendo quale obiettivo salvare Trieste
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1945, 30 aprile
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Radio Londra e Radio Belgrado annunciano che Trieste è stata liberata dalle truppe del maresciallo Tito
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1945, 30 aprile
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Il vescovo con l’ingegnere Gianni Bartoli e il dott. Mariano Ivancich si reca al comando tedesco di via dell’Università per proporre lo sgombero da Trieste delle forze nazi-tedesche; quella sera, intuendo il pericolo che incombeva sulla città, il vescovo fa un voto di edificare una chiesa alla Madonna se Trieste fosse stata salva
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1945, maggio
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Fa sapere in Vaticano di voler incontrare il Santo Padre per esporre la delicatissima situazione di Trieste e della Venezia Giulia e chiede un intervento della Santa Sede
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1945, giugno
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Si reca in udienza da Sua Santità Pio XII
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1945, 13 giugno
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Il vescovo torna a Trieste ed il giorno precedente sono già avvenuti i passaggi dei poteri tra gli jugoslavi di Tito e gli angloamericani
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1945, 11 gennaio
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Fa visita al cantiere triestino San Marco
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1947
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Viene distrutto il Seminario di Capodistria e incarcerato il suo Rettore
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1947, 17-19 giugno
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I comunisti-titini osteggiano il vescovo a Opicina e Capodistria aggredendolo, interviene la polizia che si offre di scortarlo
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1947, 19 giugno
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Il vescovo, pur conoscendo il pericolo, si reca da solo con il vaporetto a Capodistria per la festa del patrono San Nazario
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1947, 17 settembre
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Il vescovo apre solennemente la Missione cittadina
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1948, maggio
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Il vescovo ottiene la sede del Seminario in via Besenghi
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1950, gennaio
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Il vesovo promuove ed ottiene in San Giusto la celebrazione, in occasione dell’ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani, della Messa in liturgia armena
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1951, maggio
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Consacra la chiesa del Seminario dedicandola alla Vergine Immacolata
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1957, 13 ottobre
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Il vescovo indice la seconda Missione cittadina
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1959, Pasqua
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Il vescovo indice solennemente il IV Sinodo diocesano
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1959, 13 settembre
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Il vescovo presiede la processione nella parrocchia di San Bartolomeo ad Opicina per i fedeli di lingua slovena
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1959, 14-16 settembre
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Assise sinodale della cattedrale di San Giusto
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1959, 14 settembre
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Il clero e circa 200 tra religiosi e sacerdoti accolgono il vescovo sul pronao della chiesa di Sant’Apollinare a Montuzza, da dove si è snodata la processione che è salita alla cattedrale di San Giusto
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1959, 15 settembre
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Con la celebrazione della Messa pontificale in onore della Beata Vergine Addolorata, nella cattedrale di San Giusto, si apre la II sessione del Sinodo diocesano
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1959, 17 settembre
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Accoglie in Piazza Unità, insieme alla città intera, l’arrivo della statua della Vergine di Fatima
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1962, 11 ottobre
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Ha inizio il Concilio Vaticano II, nella prima sessione il vescovo ha l’opportunità di incontrare personalmente Giovanni XXIII: sostiene la necessità di introdurre la lingua parlata nella liturgia, sottolinea la necessità di rivedere il Codice di Diritto canonico, fa presente l’opportunità di prestare una particolare attenzione alla comune vocazione alla santità
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1963
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Paolo VI gli conferisce il titolo di Arcivescovo ad personam
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1963
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Viene eretta a parrocchia Santa Maria del Carmelo in Gretta
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1963, 23 settembre
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La sala di Santa Maria Maggiore è gremita dalle associazioni cattoliche che vogliono ascoltare il laicato sui temi dibattuti nell’Aula conciliare
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1964
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Viene eretta a parrocchia san Benedetto Abate ad Aquilinia
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1965
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Vengono erette a parrocchia Santa Maria Maddalena a Poggi Sant’Anna, San Gerolamo a Chiarbola, San Sergio nell’omonimo Borgo, il Vicariato di San Quirico e Giuditta a Santa Croce
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1965, 14 ottobre
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Il vescovo partecipa a Roma alla Conferenza episcopale triveneta, convocata dal cardinale Urbani sulle forme di penitenza da riformare
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1965, aprile
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Alla Risiera di San Sabba a vent’anni dalla conclusione della guerra ricorda l’opera svolta da coloro che si opposero esponendo la propria vita per la liberazione dal nazi-fascismo; una delle ultime uscite dell’arcivescovo Santin, già visibilmente segnato dalla malattia, è proprio per partecipare ad una celebrazione ebraica nella sinagoga di via San Francesco e quando esce, un commosso e prolungato applauso lo accoglie
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1966
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Vengono erette a parrocchia San Pasquale Baylon a Villa Rivoltella, Maria Regina del Mondo a Opicina
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1966
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Il vescovo vuole creare un gruppo di studio interconfessionale, formato da laici e religiose, seminaristi e alcuni sacerdoti e pastori, che dà vita alla sensibilizzazione ecumenica tanto importante e sentita a Trieste
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1966, 25 gennaio
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Il vescovo invia alla sua Chiesa, per la Quaresima, la Lettera pastorale “Riconosci, o Cristiano, la tua dignità”, dove traspare che la dottrina conciliare è divenuta parte del suo leggere la teologia, la pastorale, e il vissuto sia dell’uomo, sia del cristiano contemporaneo
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1966, 22 maggio
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Dedicazione e consacrazione del Tempio di Monte Grisa a Maria Madre Regina
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1966, 9 luglio
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Il vescovo inaugura la Casa degli esercizi spirituali, chiamandola “Le Beatitudini”
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1967
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Viene eretta a parrocchia Santa Caterina da Siena a Chiadino
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dal 1967
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Secondo le indicazioni del Concilio, viene indetta in tutta la Chiesa cattolica la giornata delle comunicazioni sociali, il vescovo realizza presso la sede RAI di Trieste un incontro con gli operatori della comunicazione; il quotidiano locale ne riporta la cronaca
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1967, 12 novembre
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Incontro di preghiera comune tra la Chiesa cattolica e quella greco-orientale, primo incontro simile in Italia; da questo momento ci saranno regolari relazioni tra le due fedi
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1967, gennaio
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Ottiene la nomina a presidente di una delle tre commissioni incaricate della revisione dei confini delle Diocesi italiane.
Egli è responsabile per le Diocesi del Nord |
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1967, 24 dicembre
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Consacrazione del nuovo altare nella cattedrale di San Giusto, prima chiesa ristrutturata
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1968
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Viene eretta a parrocchia Santissimi Andrea e Rita in Campo Marzio
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1968, 7 ottobre
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Il vescovo inizia con la Diocesi di Gorizia una collaborazione per la preparazione dei futuri presbiteri.
Liceo e teologia hanno la loro sede al Seminario di Trieste |
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1968, 10-23 luglio
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Pellegrinaggio ecumenico “sulle orme del Papa” ad Istanbul ed Efeso; 80 persone salpano da Trieste alla volta di Istanbul a bordo della motonave San Giorgio della Società Adriatica di Navigazione
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1969
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Vengono erette a parrocchia Madonna del Mare in Campi Elisi, San Matteo Apostolo a Zindis-Muggia
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1970
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Viene eretta a parrocchia Sant’Agostino a Sotto Longera
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1971, 24 settembre
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L’arcivescovo si reca in visita alla missione di Nguvio per essere lì con i “suoi missionari”, per rendersi conto delle difficoltà materiali e di quelle dovute all’impatto con la cultura e le tradizioni di quella gente
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1973, settembre
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Il patriarca German da Belgrado ringrazia il vescovo e onora il suo operato per la ritrovata comunione della Comunità di Trieste con la Chiesa Madre
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1974
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Viene eretta a parrocchia la rettoria di Nostra Signora di Sion a San Vito
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1981, 17 marzo
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Si spegne nella sua abitazione accanto al Seminario vescovile in via Besenghi
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1982
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Un originale scritto di Alice Scarpa “La bambina della fontana” testimonia l’attività caritativa ed educativa svolta dal vescovo a Pola
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