2. Narra la leggenda che quando il Turco invase quelle contrade e arrivò alla piana di Grobnico, gli abitanti di alcuni villaggi alle spalle di Fiume e fino al Monte Maggiore, escogitarono uno stratagemma veramente interessante. Non potendo affrontare il nemico in battaglia per la mancanza delle armi necessarie, ricorsero ad un'astuzia: provarono a spaventarlo.
3. Siccome si trattava di comunità di pastori si misero in capo delle enormi maschere costruite con filo di ferro e carta pesta e rivestite con corna e pelliccia di montone, gli occhi dipinti con colori accesi e una lunga lingua rossa tra i denti aguzzi della bocca spalancata. Da brivido!
4. Intorno ai fianchi alcuni, sulla schiena altri, appesero degli enormi campanacci di metallo il cui suono arrivava a chilometri di distanza. E così, quando il nemico arrivò nei pressi del villaggio, gli scampanatori si misero a correre, agitando le grosse teste e i terribili campanacci.
5. Il fragore spaventò i Turchi che non osarono ad avventurarsi in quel mondo strano abitato da mostri esagitati, e così quelle contrade furono salve.
6. Ancora oggi, il Carnevale è il grande momento degli scampanatori che, a gruppi, percorrono le vie dalla montagna alla città per scacciare il male e portare la gioia tra la gente.