Alle spalle di Fiume
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STORIA
1. Una delle maschere del Carnevale più interessanti della regione quarnerina – dalla Ciceria, al Monte Maggiore e alla zona di Grobnico alle spalle di Fiume - è quella degli scampanatori o Zvonciari. Vestiti di pantaloni bianchi, scarponi da montagna e una maglietta a strisce bianche e blu da marinaio, sfilano per le strade, nei giorni successivi all’Epifania, gli scampanatori: sfoggiano una enorme testa caprina pelosa e mostruosa, con corna e denti aguzzi da spaventare tutti quelli che incontrano.

2. Narra la leggenda che quando il Turco invase quelle contrade e arrivò alla piana di Grobnico, gli abitanti di alcuni villaggi alle spalle di Fiume e fino al Monte Maggiore, escogitarono uno stratagemma veramente interessante. Non potendo affrontare il nemico in battaglia per la mancanza delle armi necessarie, ricorsero ad un'astuzia: provarono a spaventarlo.

3. Siccome si trattava di comunità di pastori si misero in capo delle enormi maschere costruite con filo di ferro e carta pesta e rivestite con corna e pelliccia di montone, gli occhi dipinti con colori accesi e una lunga lingua rossa tra i denti aguzzi della bocca spalancata. Da brivido!

4. Intorno ai fianchi alcuni, sulla schiena altri, appesero degli enormi campanacci di metallo il cui suono arrivava a chilometri di distanza. E così, quando il nemico arrivò nei pressi del villaggio, gli scampanatori si misero a correre, agitando le grosse teste e i terribili campanacci.

5. Il fragore spaventò i Turchi che non osarono ad avventurarsi in quel mondo strano abitato da mostri esagitati, e così quelle contrade furono salve.

6. Ancora oggi, il Carnevale è il grande momento degli scampanatori che, a gruppi, percorrono le vie dalla montagna alla città per scacciare il male e portare la gioia tra la gente.

Maschere contro i Turchi
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