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LA COSTITUZIONE A ROMA DELL'ARCHIVIO MUSEO STORICO DI FIUME
Memoria, progettualitą, futuro (1960-2005)


ATTIVITĄ EDITORIALE

La Società di Studi Fiumani promuove anche un’interessante attività editoriale abbinata a convegni e seminari di studio sulla storia fiumana e sulle terre adriatiche vicine come l’Istria e la Dalmazia. Nel 1995 la Società ha promosso una Collana di studi storici fiumani, il cui ultimo libro è stato dedicato allo studio della Comunità ebraiche di Fiume ed Abbazia.
Merita, invece, un discorso a parte la rivista “Fiume” che da sempre è stata legata alle vicissitudini della Società di Studi Fiumani; essa ha conosciuto finora tre diverse edizioni che rispecchiano nel tempo la situazione storico-culturale in cui operava e opera a tutt’oggi il sodalizio fiumano.
L’edizione fiumana della rivista va dal 1923 al 1940 e nacque con la Società di Studi Fiumani. Essa si proponeva di realizzare un programma comune di illustrazione completa, esauriente, organica e moderna della storia di Fiume e del suo territorio. Tale rivista osservava una periodicità semestrale e avrebbe dovuto essere suddivisa in tre sezioni: sezione storica, sezione di scienze naturali e quella di scienze economico-giuridiche (che non riuscì però a decollare). Se analizziamo con attenzione gli esemplari di questa prima edizione si può notare che la sezione storica è quella più sviluppata. Va sottolineata che la Società di Studi Fiumani iniziò la sua attività nel 1923, nell’anno precedente all’annessione pacifica al Regno d’Italia, ed essendo stata costituita da fiumani di lingua e cultura italiana, appare chiaro e comprensibile che gli studi di carattere storico si concentrassero sulle numerose testimonianze impresse dalla civiltà italiana in città e nella maggior parte dei suoi abitanti di allora.
L’edizione romana della rivista, che va dal 1952 al 1974, nacque dopo l’esodo dei fiumani dalla città di origine, sotto gli auspici della Lega Fiumana di Roma. All’inizio la rivista “Fiume” si avvalse della collaborazione di alcuni eminenti studiosi di storia fiumana, come il prof. Attilio Depoli, don Luigi Torcoletti e il prof. Enrico Burich, i quali avevano collaborato già all’edizione fiumana; il direttore responsabile era l’avv. Renato Blasi, mentre il comitato di redazione era costituito da Vincenzo Brazzoduro, Giorgio Radetti ed Enrico Burich.
La periodicità della rivista era a scadenza trimestrale, ma in realtà la pubblicazione uscì ogni semestre utilizzando la tecnica del numero doppio.
Nel 1955 Giorgio Radetti divenne il nuove direttore responsabile della rivista “Fiume” e tale carica la conservò per circa vent’anni, ma con lui la rivista perse il patrocinio della Lega Fiumana di Roma e continuò da sola grazie all’editore di origine ebraica Pietro Blayer che si assunse gli oneri di stampa per un lungo periodo. Gli argomenti trattati dai redattori della rivista, riguardavano la storia di Fiume, dando la preferenza al periodo che andava dalla fine del XIX secolo al 1945. Lontani dalla loro città, dagli archivi e quant’altro di necessario per una corretta ricerca storica, i redattori si dedicarono alla storia più recente, quindi l’impresa dannunziana, l’annessione al Regno d’Italia e al periodo della Seconda Guerra Mondiale con la conseguente tragedia dell’esodo.
L’edizione romana della rivista “Fiume” ebbe sin dall’inizio un carattere indipendente dalla Società di Studi Fiumani che sorge, del resto, appena nel 1960; solo nei numeri che vanno dal 1960 al 1962 si trovano brevi cenni sugli sforzi compiuti dalla Società di Studi Fiumani per costituire l’Archivio Museo storico di Fiume. Nel 1974 si spense Giorgio Radetti e con lui si arrestò la pubblicazione della rivista “Fiume”. Le pubblicazioni ripresero a partire dal 1981, sotto il patrocinio del Libero Comune di Fiume in esilio, cambiò la propria sede da Roma a Padova, ed ebbe un nuovo comitato di redazione formato da: Oscar Bohm, Carlo Cattalini, Mario Dassovich, Camillo de Carlo, Luigi Peteani e Paolo Santarcangeli. In quell’epoca la rivista poté contare anche su collaboratori esterni. Anche in questo caso la rivista non si occupò mai della Società di Studi Fiumani, il suo centro ispiratore era il Libero Comune di Fiume in esilio con sede a Padova.
Il n.17 del I settembre 1989 fu l’ultimo ad essere stampato a Padova perché dal semestre successivo la sede di edizione della rivista “Fiume” fu riportata a Roma con Direttore responsabile Giuseppe Schiavelli (dal n.19 / 1990 al n.22 / 1991), con il patrocinio del Libero Comune di Fiume in esilio. Da quel momento iniziò uno stretto legame tra la rivista “Fiume” e la Società di Studi Fiumani: nel 1992 Amleto Ballarini (già Vice Presidente della Società) ne divenne il direttore responsabile e la redazione si compose con nomi nuovi. Nel 1992 morì il Presidente della Società di Studi Fiumani Vasco Lucci, sostenitore del dialogo con la città d’origine e al suo posto venne eletto Amleto Ballarini. La rivista Fiume del 1990 in poi è diventata, in effetti, l’organo d’informazione e specchio fedele dei fini culturali promossi dalla Società di Studi Fiumani. Nel mese di giugno del 2000 è uscito il primo numero della rivista “Fiume” recante il sottotitolo “rivista di studi adriatici” che sta soprattutto a significare l’evoluzione che la Società di Studi Fiumani ha conosciuto in quest’ultimo decennio. La rivista “Fiume”, pubblicando alcuni numeri speciali inversione bilingue italiano-croato e italiano-ungherese, ha ampliato i suoi orizzonti tematici per occuparsi della storia e dell’attualità di un’ampia sfera geografica che comprende l’Istria e la Dalmazia, terre che da sempre hanno caratterizzato la storia dell’Adriatico insieme a Fiume, senza mai trascurare il contesto politico legato alla Croazia e all’Ungheria che tali terre all’Italia contesero.

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