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LA COSTITUZIONE A ROMA DELL'ARCHIVIO MUSEO STORICO DI FIUME
Memoria, progettualitą, futuro (1960-2005)


IL DIALOGO CON LA TERRA DI ORIGINE E LE ATTIVITĄ DI PROMOZIONE CULTURALE

Le mutate condizioni geopolitiche avvenute dal 1989 in poi, in buona parte dell’Europa Orientale e quindi nell’ex Jugoslavia, incoraggiarono gli esuli fiumani a intraprendere un dialogo con la città di origine, che oggi fa parte della neonata Repubblica di Croazia.
La Società di Studi Fiumani, sotto la guida del presidente dr. Amleto Ballarini, dopo la dissoluzione dell’ex Jugoslavia, ha allacciato nel corso di questi ultimi anni importanti collaborazioni con enti e istituzioni culturali in Italia, in Ungheria e da circa un decennio anche in Croazia.
Particolare importanza è stata data alla collaborazione con la Comunità degli Italiani presente a Fiume-Rijeka e con il locale istituto scolastico italiano.
La voglia di Europa ha prodotto notevoli cambiamenti nel mondo giuliano-dalmata e nella stessa Croazia. Naturalmente esistono ancora delle difficoltà in questo paese appena uscito da un grave conflitto, ma per fortuna non esistono impedimenti in via di principio ad accogliere i contributi di carattere culturale provenienti dalla nostra Società di studi, come invece esistevano al tempo della Federazione jugoslava.
Grazie all'Università Popolare di Trieste riceviamo regolarmente "La Voce del Popolo di Fiume" e dalla Società Letteraria Croata la prestigiosa rivista "Vijenac" e con altri enti è ben avviato lo scambio di riviste. Il centro di Studi Fiumani offre al pubblico dei ricercatori la possibilità di ripercorrere non solo le vicende storiche dell'area adriatica e quelle relative agli esuli giulianodalmati, ma anche di conoscere la problematica attuale della nostra minoranza italiana presente in Croazia e in Slovenia, nonché di documentarsi sulla storia e la realtà odierna della Croazia e degli altri stati che tradizionalmente orbitano in questa area geografica come la Slovenia e l'Ungheria.
Con alcune Università si sono attivati nel corso del tempo diversi rapporti collaborazione di ricerca storica, che però non avuto ancora una soluzione di continuità.
In virtù della sua singolare ubicazione nel Quartiere Giuliano-Dalmata di Roma, popolato da circa 2.000 esuli fiumani, istriani e dalmati, l'Archivio Museo Storico di Fiume rappresenta un punto di riferimento culturale assai significativo, tanto è vero che nascono spesso progetti di collaborazione con altre associazioni culturali, non solo di esuli, per l’approfondimento della storia dei confini orientali d’Italia e il rilancio della Comunità giuliano-dalmata di Roma e del Lazio.
Operando in questo modo si offre un rinnovato contributo alla vita culturale della capitale italiana, sensibilizzando altri settori pubblici e soggetti privati alla valorizzazione della storia e del dialogo con le terre d'origine rimaste oltre confine. Si è recentemente incrementato il rapporto tra l’Archivio Museo storico di Fiume e il mondo della scuola. Cito solo brevemente l’ interessante attività svolta con Liceo scientifico "Aristotele" che ha sede nel quartiere, i cui docenti di storia sono interessati a coinvolgere gli studenti in ricerche sulla storia del Novecento con particolari riferimenti alle vicende adriatiche e giuliane, il Liceo “B. Pascal” di Pomezia sensibile alla storia e alla civiltà letteraria del nostro confine orientale, l’Istituto Tecnico Commerciale “Vittorio Veneto” di Latina presso il quale è stato istituito un apposito fondo librario e l’Istituto scolastico “Indro Montanelli”, che da qualche anno promuove stabilmente la conoscenza della realtà giuliano-dalmata di Roma.
All’entrata del museo fiumano vi è la scritta “Ai giovani affinché apprendano la storia dei padri e ne traggano sani principi”, tale invito si inserisce perfettamente nell’ambito del rapporto con le scuole. Al mondo dei giovani va affidata la storia di chi ha sofferto molto per salvaguardare la propria identità e condizione di uomo libero, perché sulle basi della tolleranza e del rispetto reciproco va costruito il rapporto tra i popoli della nuova Europa.
Il dialogo intrapreso con gli italiani di Fiume-Rijeka e con la municipalità croata rappresenta ancora oggi un fatto molto importante per il suo respiro europeo. Già nel 1989 la Società di Studi Fiumani forte dell’assenso ricevuto dalla giunta del Libero Comune di Fiume in esilio, fu la prima organizzazione degli esuli giuliano-dalmati a intraprendere una simile iniziativa con la Croazia.
L’allora Presidente della Società Vasco Lucci assieme ad Amleto Ballarini, dopo un incontro preliminare all’allora Ambasciata jugoslava a Roma, decisero di organizzare l’invio di una delegazione a Fiume, e il 26/10/1990 vennero accolti dal Sindaco Željko Lužavec. Dopo quell’incontro fu deciso di organizzare uno più articolato in occasione del giorno di San Vito che cadeva il 15 giugno 1991.
La delegazione della Società di Studi Fiumani prese nuovamente contatti con il Comune e i dirigenti della locale Comunità degli Italiani, i presidi delle scuole di lingua italiana e l’Edit (Istituto Editoriale della stampa in lingua italiana operante in Croazia). Uno dei momenti più significativi avvenne proprio il 15 giugno nella Cattedrale di San Vito dove si tenne una Messa solenne in lingua italiana. La delegazione della Società, guidata da Vasco Lucci, Amleto Ballarini e altri, fu ricevuta dal Sindaco Lužavec e questo avvenimento si ripete ormai ogni anno. Di grande importanza fu la licenza accordata dal Provveditorato agli Studi della Contea e dall’Assessorato alla Cultura, per l’istituzione di alcuni premi a scadenza annuale da tenersi il 15 giugno a favore degli studenti delle scuole italiane. Furono indetti i premi “Rivista Fiume” e “Famiglia Schwarzenberg” il cui argomento varia di anno in anno, successivamente fu istituito anche il premio “Ricerca”.

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