PER UNA STORIA DELLA DALMAZIA TRA MEDIO EVO ED ETA' CONTEMPORANEA
(804 - 1944)
Theodor Mommsen poteva scrivere nel 1885, parlando degli insediamenti "italici" sulla costa orientale dell'Adriatico in tarda età repubblicana (II-I sec. A.C.): "nella Dalmazia le coste e le isole ebbero, per quanto era possibile, un ordinamento comunale italico e bentosto l'intero litorale parlò il latino, quasi come ai nostri giorni parla il veneziano" (Le province romane, cap. VI, Ed. Sansoni 1991, pag. 221). E all'inizio del nostro secolo Sigmund Freud, tornando a Vienna da un soggiorno a Ragusa, racconta di aver fatto un sogno in cui parlava in italiano, spiegandolo con l'abitudine contratta a sentire e ad usare questa lingua viaggiando in Dalmazia.
Come si era determinata nei secoli questa presenza di popolazione autoctona italiana nelle città, nelle isole e sulle coste della Dalmazia?
Così cospicua per giunta da determinare la fisionomia linguistica e culturale dell'intera regione?
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