Cerca nel sito
Mese: Giugno   Anno: 2005

 

14/06/2005 - Lo spettacolo: La rosa dei tempi, dal dolore alla bellezza

Il teatro a leggìo ha donato l'atmosfera antica della fiaba al pubblico del Teatro Cristallo, il quale venerdì 10 giugno ha partecipato numeroso alla prima de "La Rosa dei Tempi. L'esodo dal ricordo alla speranza", spettacolo scritto da Rosanna Turcinovich Giuricin e curato dal CDM in collaborazione con gli Amici della Contrada in occasione del convegno "Scrittura sopra i confini".
Tracce del futuro e di epoche lontane si sono così intervallate alle letture di Maria Grazia Plos e Maurizio Zacchigna, con l'ausilio contemporaneo del video-allestimento di Antonio Giacomin, il quale ha proposto un susseguirsi di immagini care al cuore degli istriani, aprendo parentesi esperienziali con alcune interviste raccolte percorrendo l'Istria e superando l'Oceano, tra gli esuli e i rimasti.
La Rosa dei tempi, per la regia della giovane Sabrina Morena, parla di un sentire comune, che ritorna avanti e indietro nel tempo come appunto la rosa dei venti, la
quale indica l'alternarsi ciclico delle cose e le sue direzioni.
Le testimonianze sono quelle di uno spaccato della comunità istriana, composto da gente celebre e popolo, uomini e donne, genitori e figli.
L'assetto scenico emerge compatto dai brani raccolti e recitati con intensa profondità dai due attori protagonisti.
Il collage armonizza in sè racconti ed estratti di autori come Pier Paolo Pasolini, Bruno Maier, Fulvio Molinari, Giani Stuparich, Fulvio Tomizza e Osvaldo Ramous.
Tra questi scritti si trovano anche alcune pagine che riguardano più da vicino la memoria stessa dell'autrice, che attraverso un episodio difficoltoso di iniziazione marinaresca con il proprio padre, pare comprendere e suggerire come la bellezza di uno specchio d'acqua possa fondersi con la vita dura del pescatore, silenziosamente attratto dall'ispirazione intima di un universo umano ancora in interazione con la natura ed estraneo al suo netto dominio. I colori e i suoni dell'Adriatico vengono poi simboleggiati dalle movenze della ballerina Viviana Zinetti, interprete delle coreografie di Carolina Bagnati, accompagnate dalle musiche originali di Carlo Moser.
Dietro a lei avanzano le immagini dell'Esodo e le testimonianze anche crude di una storia spesso scomoda e tagliente.
Certe vicende nello scheletro narrativo della rappresentazione rimangono particolarmente sconvolgenti, come nel caso dell'efferato omicidio di Norma Cossetto raccontato dalla sorella Licia, la quale ha ricordato tutto il dolore e lo sgomento nel ritrovare il corpo offeso e senza vita della sorella in una foiba.
Ma le figure che qui parlano di una terra a volte lontana e a volte perduta, non tengono particolarmente ad esporre ferite mai rimarginate, quanto a testimoniare come in realtà si sappia, in ogni angolo del globo, che l'Istria di un tempo ormai non è più la stessa.
Ma è piuttosto nell'allegria e nella spontaneità di una cultura antica, che ha saputo tollerare e far crescere popoli diversi, che i protagonisti dello spettacolo sembrano riconoscersi.
Anna Maria Marcozzi Keller, Egea Hafner, le sorelle Reia, Livio Schiozzi, Konrad Eisenbichler e Anna Maria Mori si sono posti lontano dai lutti e dalle mancanze di una rievocazione memorialistica.
Ma è il rispetto e l'amore per le proprie radici che qui viene celebrato donando una nuova forma ad un passato che si possa amalgamare ad un futuro possibile. (Emanuela Masseria)


IIn scena al Cristallo "La rosa dei tempi"






Archivio Notizie
Centro Di Documentazione Della Cultura Giuliana Istriana Fiumana Dalmata © 2011 - p.i. 00983540329    info@arcipelagoadriatico.it Skype MeT!    by DigitalArea.it