| | | 27/06/2005 - I media sloveni chiedono la restituzione delle tele restaurate di Histria In concomitanza con l’inaugurazione a Trieste dell’esposizione Histria, a Pirano veniva presentato un libro dal titolo assolutamente non casuale: «Le opere d’arte di Capodistria, Isola e Pirano trattenute in Italia». Per gli storici d’arte sloveni, che rilevano soprattutto l’ottimo lavoro di restauro delle tele, i capolavori esposti fanno parte del patrimonio culturale istriano e quindi come tali dovrebbero ritornare nei loro luoghi d’origine. La stampa slovena ha dedicato, nei giorni successivi alla mostra, ampio spazio ad entrambi gli avvenimenti, calcando maggiormente sul libro riguardante le opere custodite sul suolo italico. Il giorno della presentazione del volume, il principale quotidiano nazionale, il «Delo» di Lubiana, ha così titolato l’evento culturale: «Pavoneggiarsi con penne altrui» («Kitenje s tujim perjem») e «In Italia sordi alla restituzione» («V Italiji gluhi za vracanje»). I toni si sono comunque addolciti già nell’edizione successiva, forse anche per la relazione “possibilista” di Vittorio Sgarbi in merito ad un’eventuale futura restituzione delle tele stesse, da valutare in base ad esigenze soprattutto tecnico-conservative. Un ampio servizio sull’argomento è stato dato anche dal quotidiano capodistriano «Primorske Novice». Nel commento di Robert Škrlj si evidenzia soprattutto il ruolo degli esuli, che sentono questo patrimonio artistico come loro e senza il cui consenso la restituzione difficilmente potrà essere realizzata. La questione, secondo Škrlj, va inserita in un contesto più ampio di pacificazione storica tra Slovenia e Italia. In questo senso, continua il commentatore, non deve essere scartata la proposta della minoranza italiana di costituire un consorzio particolare per la gestione delle opere d’arte, composto da rappresentanti della minoranza e degli esuli. In Slovenia, però, conclude Škrlj, questa soluzione sarebbe vista come un rimando all’irredentismo.
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