| | | 08/02/2010 - Foibe, il racconto di un sopravvissuto E'uscito in questi giorni in tutte le librerie "Foibe, L'ultimo testimone" scritto da Graziano Udovisi, nato a Pola e pubblicato da Aliberti Editore. Il signor Graziano è chiamato dagli amici "Graziato" per un motivo ben preciso: nel 1945 è riuscito a sopravvivere alla tragedia delle foibe. Udovisi ha lavorato per anni come insegnante alle scuole elementari e oggi abita a Reggio Emilia. Era il 14 maggio 1945 quando l'ufficiale comandante istriano venne trascinato dai partigiani titini sull'orlo della foiba di Fianona per essere trucidato. Nella frazione di un secondo Udovisi si è visto costretto a decidere della sua vita. Se stare fermo e finire ammazzato sotto i colpi della mitragliatrice, oppure saltare giù e morire all'istante nel baratro.Scampò alla morte per miracolo, liberandosi i polsi dal fil di ferro e risalendo in superficie da una cavità di circa trenta metri. Prodigiosamente riuscì a salvare un altro commilitone compagno di sventura. Furono i soldati nemici a costringerlo a marciare scalzo sul bordo di quel crepaccio: una punizione per aver tratto in salvo a Capodistria i suoi soldati ricercati dalle truppe slave. Questo libro è la testimonianza del calvario di un italiano. La sua odissea, terminata dopo 2 anni di prigionia con l'accusa di collaborazionismo con i tedeschi, s'intreccia con digressioni sui risvolti sociopolitici della guerra. Attraverso il ricordo, Udovisi ripercorre i giorni del carcere, le torture subite, i crimini consumati, la fuga. Quella di Udovisi è una ferita che non cessa di sanguinare, una testimonianza ancora viva.
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