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| | 26/06/2012 - San Nazario, la tradizione che vive Due fine settimana dedicati ai festeggiamenti per San Nazario, il tradizionale appuntamento che si svolge a Borgo San Nazario (località Prosecco) alle spalle di Trieste dove negli anni sessanta è stato costruito un villaggio per i giuliano-dalmati. La provenienza anche capodistriana degli abitanti che arrivarono prevalentemente dalla zona B, ha fatto sì che si continuassero in questo luogo i festeggiamenti legati al patrono di Capodistria che, nel passato erano caratterizzati nella località istriana da lunghe processioni lungo le vie cittadine, con l’esposizione di drappi bianchi alle finestre. San Nazario fu nominato vescovo di Capodistria nel 524. Narra la leggenda che, inviato da Aquileia a governare la diocesi istriana, giunto alla punta di San Canziano, avesse attraversato il mare a piedi asciutti per raggiungere la città che allora era un’isola, lasciando lungo il cammino un’intensa scia luminosa. Un’altra leggenda racconta del ritrovamento delle sue reliquie segnalate ad un fedele da una luce intensa apparsa nel punto della cattedrale di Santa Maria dove il santo era stato sepolto. A Capodistria, la processione faceva due soste per la benedizione del mare e delle campagne: in piazzale San Pieri e sotto la porta della Muda. Al rientro in Duomo, il vescovo apriva con tre chiavi d’argento il coperchio posto sotto la mensa dell’altare maggiore, per rendere visibili, attraverso il cristallo dell’arca, le ossa del protovescovo ed uno splendido e grosso anello in oro zecchino, che si diceva fosse appartenuto al Santo. Una folla incredibile spingeva allora per toccare l’urna, per posarvi sopra un rosario, una medaglia o solo per accarezzarla e portarsi così a casa la benedizione. La gente si salutava a fine giornata, dopo i vesperi con una frase di rito: "Fra un anno, ad un altro San Nazario!". Ora il rito si ripete grazie all’impegno di tutta la popolazione di Borgo. Quest’anno i festeggiamenti in onore del Santo, si sono svolti nei weekend dal 15 al 17 giugno e dal 21 al 24 giugno, con numerose serate danzanti ed offerta enogastronomica. Durante la Santa Messa si è esibito il coro dell’Associazione delle Comunità istriane che ha fatto apprezzare la preparazione e la qualità dell’esibizione. Alla processione immancabile la partecipazione della Banda dell’ANVGD di Trieste, associazione che ha sempre supportato l’iniziativa con la partecipazione dei suoi soci, dei massimi rappresentanti, tra cui il presidente Renzo Codarin e di Bruno Marini, tra gli ospiti anche Lorenzo Rovis, presidente dell’Associaizone delle Comunità istriane. Magico il momento della processione con il busto del Santo portato a braccia, la preghiera e quel profumo di lavanda che suggella l’avvenimento. “E’ un impegno che rinsalda la nostra amicizia tra genti della medesima terra – ha affermato Codarin – ma che ci ricorda anche chi non c’è più e ci ha lasciato questa bella eredità da tramandare ai posteri. Uno tra tutti, don Gasperutti, che trafugò da Capodistria i calchi in gesso del santo in quei difficili anni del dopoguerra e che ha permesso di continuare la tradizione. Ma il pensiero va anche a tutti gli altri protagonisti della nostra storia che in questo momento sentiamo incredibilmente vicini”. Quella di Borgo è sempre una grande festa perché coinvolge tutto il villaggio, tutte le famiglie per delle giornate preparate con dedizione durante l’anno. (rtg)
Guarda le altre foto di Roberto Barnaba realizzate in occasione della Santa Messa e della Processione a Borgo San Nazario
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