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Mese: Luglio   Anno: 2012







 

04/07/2012 - Un confine orientale che l'Italia deve conoscere

L’Italia ha il dovere di sapere, qualche volta diventa anche un bisogno, ecco che offrire dei compendi per la conoscenza della storia dell’Adriatico orientale è un’operazione utile. A sostenerlo il prof. Raoul Pupo che l’altra sera a Trieste ha dato il via alla presentazione in regione FVG (Trieste e poi Gorizia) del volume di Giorgio Federico Siboni che ripercorre le tappe delle vicende adriatiche che ci riguardano dalla pace di Campoformio ai fermenti irredentisti di fine Ottocento.
Una tematica affrontata in regione da più aspetti da storici che hanno speso anni ed anni a cercare di dare un senso alla storiografia locale, spesso controversa e sotto l’occhio attento di chi la vorrebbe monca, sfasata, negata. I risultati ci sono e sono importanti, autori quali lo stesso Raoul Pupo, accanto a Roberto Spazzali, Marina Cattaruzza ma anche Stelio Spadaro e Fabio Forti e Diego Redivo e nelle sue conferenze anche il prof. Fulvio Salimbeni e tanti altri, si sono spesi per restituire attraverso metodologie scientifiche di analisi e testimonianza, quella verità storica necessaria.
Difficile far arrivare il dibattito sulla storia locale, che poi locale non è, a livello nazionale. Opere come quella di Siboni possono contribuire allo scopo, per l’agilità dell’esposizione, la facilità di lettura e la leggerezza (poco più di un centinaio di pagine). Peccato, ribadisce Pupo, che manchi l’approfondimento di alcune tematiche, probabilmente – questa la sua riflessione – per esigenze editoriali, che avrebbero dato maggiore completezza all’opera. 
Scopo dell’autore, comunque, nel volume intitolato “Il confine orientale. Da Campoformio all’approdo europeo” era quello di approfondire lo scenario diplomatico internazionale con le sue implicazioni – prima e dopo – la Seconda guerra mondiale per seguire (grazie a una ricca messe di riferimenti bibliografici italiani e stranieri) l’evolversi delle contese per la definizione confinaria. Il che è sua materia di studio che l’ha portato ad occuparsi anche di queste nostre zone.
Si tratta di incontri che suscitano senz’altro interesse per la loro attualità visto che l’autore analizza i molti aspetti endogeni ed esogeni in costante azione nell’area di riferimento, giungendo all’epoca più recente, dopo la crisi della Jugoslavia, ed esaminando i rapporti con l’Unione europea, la cooperazione interstatale e la politica culturale in atto fra Italia, Slovenia e Croazia. Ecco perché la partecipazione di un bel pubblico, nonostante l’afa di un’estate che non invoglia ad iniziative di questo genere e, anche un dibattito interessante con il coinvolgimento di intellettuali locali che di questi aspetti si occupano da tempo con passione.
Organizzata dal CDM di Trieste in collaborazione con l’ANVGD di Trieste e Gorizia, la presentazione si è svolta a Trieste, libreria La Fenice (via Cesare Battisti, 2) ed alla Libreria Editrice Goriziana (Corso Giuseppe Verdi 67) con gli interventi anche di Renzo Codarin, Presidente ANVGD di Trieste, Rodolfo Ziberna, anche Assessore alla Cultura del Comune di Gorizia oltre che Presidente nazionale ANVGD e del Comitato provinciale di Gorizia e l’avvocato Davide Rossi. (rtg)









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