Il 10 febbraio 1947, l’Italia concludeva la seconda guerra mondiale con un Trattato di Pace che la colpì soprattutto nella sua parte orientale, consegnando, di fatto, alla Jugoslavia ampie parti dei suoi territori orientali, acquisiti dopo il 1918.
Oggi, la data del 10 febbraio è stata indicata come “Giorno del Ricordo”, non solo per il significato politico che il Trattato rivestì nella situazione internazionale italiana, ma soprattutto per il costo umano che la conclusione del secondo conflitto mondiale portò con sé: i morti nelle foibe, i morti nei campi di concentramento jugoslavi, gli esuli.
A sessant’anni dal Trattato, il CDM, in occasione della terza edizione de “L’Aperitivo con la Storia”, intende dedicare a quell’avvenimento interamente i suoi incontri con gli studiosi, nella consapevolezza che esso rappresentò un momento drammatico e denso di conseguenze.
Il Trattato di Pace verrà affrontato secondo quattro punti di vista: la sua genesi e il suo contenuto; il problema delle relazioni internazionali con gli Stati Uniti e con gli altri Paesi vincitori, nell’ambito della Guerra fredda; l’atteggiamento delle forze politiche italiane nella fase di discussione e di approvazione del Trattato; come vissero Trieste e i Triestini quella vicenda, destinata ad accrescere il numero degli esuli dai territori già italiani.
Concluderà il ciclo di incontri un dibattito sul “compromesso costituente” che caratterizzò i lavori dell’Assemblea Costituente e sugli sviluppi che tale “compromesso” ebbe negli anni successivi, dal 1947 fino agli anni Settanta.
Lo scopo del CDM non è soltanto quello di sottolineare l’importanza della data, ma soprattutto quella di affrontare tematiche delicate e controverse con semplicità e con rigore scientifico, in un’ottica di obiettività e di serenità di giudizi.