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Smiljka Malinar, direttore della cattedra di Italianistica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Zagabria, ha parlato di Ragusa nelle descrizioni di viaggiatori italiani del Quattrocento e del Cinquecento.
Il corpus sul quale ha condotto la ricerca consiste in testi di alcuni autori di provenienza italiana che hanno vissuto e viaggiato tra il XV e il XVI secolo: Roberto da Sanseverino, Santo Brasca, Gabriele Capodilista, Francesco Suriano, Giuseppe Rosaccio, Pietro Casola, soffermandosi particolarmente sui loro racconti delle cose viste e vissute a Ragusa, che pur godendo di autonomia, doveva pagare tributi al re d’Ungheria, alla Serenissima, al Re Ferdinando di Spagna e al Sultano turco.
La prof.ssa Malinar ha sottoposto ad analisi le preferenze percettive dei singoli autori, l'economia narrativa del loro discorso e il suo strutturarsi a livello figurale, con particolare accento sul rapporto tra gli elementi convenzionali e quelli più personali del loro resoconto, notando anche che in molti casi la descrizione di questa città, come anche delle altre, corrisponde al topos popolare della letteratura umanistica di laudatio urbis, che consiste nella descrizione di un posto attraverso i suoi beni architettonici e reliquie dei santi martiri.
Smiljka Malinar
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