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Alda Rossebastiano, professore ordinario di Storia della Lingua Italiana all'Università di Torino, nel suo intervento Scorci di Dalmazia nelle relazioni di viaggio di Nicolò e Meliaduxe d’Este, pellegrini in Terrasanta mette a confronto due visioni della Dalmazia ricavate da due diari che riportano due pellegrinaggi compiuti a distanza di circa una generazione da due membri della stessa famiglia (la casa d'Este), padre e figlio, spinti verso Gerusalemme dall'amore per l'avventura e dai legami con l'alta società internazionale, più che da spirito devozionale.
Il figlio Meliaduxe si rivela osservatore attento che sviluppa una particolare sensibilità umanistica, appena accennata dal padre Nicolò. Le loro descrizioni non sono mai lunghe, ma offrono al lettore moderno descrizioni significative della natura circostante, degli approdi possibili, delle costruzioni e delle difese delle città, allora importante baluardo contro il pericolo turco.
Il tragitto riportato sulla carta mostra in ambedue i casi un itinerario leggermente diverso all'andata e al ritorno. Una mancata coincidenza, infatti, dei porti toccati dai due protagonisti, rivela la stretta dipendenza del viaggio dall’inclemenza della natura: venti, tempeste, correnti guidano l'uomo, costringendolo ad assoggettarsi agli elementi, al fine di giungere felicemente in porto.
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