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Tra pirati e tempeste
di Rita Tolomeo

Rita Tolomeo, docente de La Sapienza, ha illustrato un viaggio immaginario in Dalmazia tra piratiUscocco e tempeste. Ricorda così che tra la fine del ‘300 e la metà del ‘500 le navi dei pellegrini partivano 2 o 3 volte all’anno, per un complessivo trasporto di 4-5 mila persone.
La partenza dipendeva dai venti e dalle maree favorevoli. Il trasporto dei pellegrini portava a Venezia un incasso di 20-25 mila ducati. La durata del viaggio oscillava tra 1 e 1,5 mesi di andata e 2 mesi di ritorno. Le partenze avvenivano dopo Pasqua e dopo il Corpus Domini nel mese di agosto.
Nella prima metà del ‘500 i viaggi diventano estremamente La rosa dei venti era l’unico sistema per orientarsi sul mare per tutto il Rinascimento. Disegnando una rosa dei venti sulla mappa, si procedeva con la pianificazione dell’itinerario, in base ai venti e ai punti cardinali del mondopericolosi per la minaccia dei pirati turchi, così che nel 1522 per il trasporto di tutti i pellegrini è sufficiente una nave soltanto. La caduta di Gerusalemme nelle mani dei Turchi e le riforme in Europa mettono infatti in crisi l’economia della Repubblica.
L’ultimo viaggio per la Terra Santa è del 1535 e finisce tragicamente: tutti i pellegrini periscono in un naufragio. I pericoli durante il viaggio erano determinati dalle scorribande degli uscocchi di Segna, dei pirati albanesi e dei turchi. Con gli uscocchi si firma la pace nel 1617, regolata dall’accordo tra Venezia e gli Asburgo.

Rita Tolomeo

   
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