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DUE ITINERARI DI PRIMAVERA PER CHI AMA IL MARE

L'isola più grande, Brioni Maggiore, è un giardino ma anche un ricco parco archeologico con resti di ville romane e un villaggio d'epoca bizantina.
Oltre alle tipiche essenze mediterranee,
rappresentate da lecci, agrifogli, ulivi, pini, mirti, vi sono anche cedri del Libano, agavi, palme, bambù, pini silvestri, eucalipti.
L'albero più vecchio è un ulivo, piantato sul finire del IV secolo. Non meno ricca è la fauna: uccelli rari, fagiani, oche, anatre e, tra la selvaggina, cervi, lepri e una specie particolare di muflone, chiamato appunto muflone di Brioni.
Molti di questi animali vivono in libertà. Il fondo marino circostante è ricco di varie specie di spugne, crostacei, ricci di mare, granchi e una grande varietà di pesci.
Già luogo di villeggiatura di patrizi romani residenti a Pola, sono numerosi i resti di ville, terme, cisterne, piscine e, un tempio dedicato a Venere oltre ad un insediamento d'epoca bizantina. Fu l'industriale austriaco Paul Kupelwieser, nel 1893, ad acquistare l'intero arcipelago per farne un luogo di villeggiatura esclusivo. Prima dello scoppio della prima guerra mondiale le isole divennero meta di un gran numero di nobili e teste coronate, primi fra tutti i membri della famiglia imperiale austriaca. Tra i parchi e i giardini vi erano allora hotel alla moda, un ippodromo, un campo da golf, campi da tennis e una riserva di caccia. Il maresciallo Tito, salito al potere e creato il nuovo Stato di Jugoslavia, dopo la seconda guerra mondiale, trasformò le isole nella sua residenza estiva e meta degli incontri ufficiali, contribuendo così a rendere ulteriormente famose le isole. Tra il 1949 e il 1979, infatti, molte decisioni storiche vennero prese a Brioni, a cominciare dagli incontri che diedero il via alla politica del "non allineamento". In quel periodo vi misero piede ben 53 capi di stato esteri molti dei quali portarono in dono gli animali tuttora presenti sull'isola.
Con la creazione del nuovo Stato di Croazia, l'arcipelago, pur mantenendo una zona esclusiva frequentata dal capo dello Stato e dai membri del Governo, è meta di un turismo esclusivo. Ci sono 274 chilometri di strade, viottoli e sentieri che si percorrono con il trenino (per le visite guidate), in bicicletta o con le macchine elettriche.
Brioni: l'arcipelago istriano

L'arcipelago delle isole Brioni si compone di 14 isole, tutte pianeggianti e verdissime, dichiarate Parco Nazionale nel 1983.
Il clima è mite, anche d'inverno e questo ha favorito la presenza di più di mille specie di piante, molte endemiche, altre importate.

Pasqua è per gli amanti del mare, anche l'occasione per una prima esplorazione della costa, e dell'arcipelago dell'Adriatico orientale.
Noi vogliamo segnalare due destinazioni, che sono, nello stesso tempo, due Parchi nazionali: l'arcipelago delle Brioni e l'arcipelago delle Isole Incoronate.
L'Incoronata e le altre

L'arcipelago delle Incoronate è il più frastagliato di tutto il Mediterraneo, comprende 140 tra isole e scogli, la maggiore è l'isola Incoronata che dà il nome a tutto il territorio insulare, Parco nazionale dal 1980. Solitamente Incoronate fa rima anche con "disabitate". Ma c'è una convinzione da sfatare: sulle Incoronate vivono circa cinquecento persone provenienti da Murter o da Sale sull'Isola Grossa, da sempre proprietari dei possedimenti divisi da geometrie di muretti a secco.
Le barche dei pescatori attraversano questo mare tutto l'anno anche se non si fermano qui con le loro reti perché il Parco delle Incoronate è riserva di pesca esclusiva dei suoi abitanti.

Ma puntando verso il mare aperto, passano e salutano e se compare, improvvisa, la Bora, si fermano a sorseggiare insieme alla gente di qui un bicchiere di vino, aspettando che il mare si plachi.
La navigazione all'interno dell'arcipelago è fonte di continue emozioni.
Sull'isola Incoronata, si può visitare la chiesetta della Regina del Mare, una chiesa votiva, con la porta sempre aperta, ben visibile dal mare, che non è solo un punto cospicuo per i naviganti. Al suo interno c'è un altare con la Madonna, davanti alla quale pregare, ci sono coperte per chi è costretto dal brutto tempo a trascorrervi la notte, c'è un libro dove lasciare una traccia del proprio passaggio.
In posizione elevata rispetto alla chiesa, si scorgono delle rovine. E' una fortificazione, di cui si sa poco. Realizzata probabilmente in epoca medievale poteva essere una torre di segnalazione, un presidio oppure il sogno di un anacoreta che s'era lasciato affascinare da questo mondo senza tempo. Dall'alto si può fare il punto, abbracciare con lo sguardo un mondo senza eguali.
Le isole, così dolci e levigate all'interno del canale, verso il mare aperto rivelano fronti corrugate di giganti in apnea. Le scogliere mettono a nudo la composizione delle isole: calcarea inframmezzata da rudiste. Su queste rocce strapiombanti, alcune delle quali raggiungono quasi i cento metri d'altezza, nidificano numerosi uccelli e crescono piante endemiche dai piccoli fiori gialli. L'erosione ha creato antri e grotte che suscitano ammirazione e inquietudine.
Sull'isola di Manna ci sono i resti di un villaggio. Si tratta in parte di un sito antico, probabilmente medievale, ma anche di una ricostruzione recente per scopi cinematografici.
Il nome dell'arcipelago deriva dalla parola latina "corrimare" che significa sbriciolare, per intendere appunto le isole sparse. Il primo nome dell'isola maggiore era Insula Sancte Marie e segnava il passaggio tra l'arcipelago esterno e quello interno in un susseguirsi di canali paralleli. Come definire questo mare? Gli aggettivi si sprecano: mare interno, mare piccolo, mare contenuto, mare della contemplazione, mare di sogno, mare senza confini. Solo apparentemente un'oasi solitaria e staccata dal resto dell'Adriatico. Prova ne siano le alluvioni d'autunno: lungo il Po i detriti defluiti nell'Adriatico arrivano fino a queste spiagge, a riempirle di immondizia e tronchi d'albero che la gente raccoglie, smista ed elimina per rendere sicura la navigazione ed accoglienti le coste.
All'interno dell'arcipelago anche due marina, di Zut e quello di Piskera con caratteristiche e servizi dei moderni approdi per diportisti. Ma per chi scende a terra scoprirà i sentieri che portano a lunghissime passeggiate attraverso il parco nazionale delle Incoronate che si sta rivelando un'ottima pista da trekking, certo la più curiosa ed inusitata che si possa immaginare, ma anche la più affascinante. Sul sentiero delle pecore si raggiunge il sommo dell'isola. La bellezza della linea dell'orizzonte è mitigata dai richiami della pietra che assume forme e posizioni diverse dando alle isole incredibili sinuosità, dolci, accattivanti, che lo sguardo accarezza con voluttà.
Sull'Isola Incoronata si può mangiare e dormire a Striznja: un porticciolo, una casa, un molo e, alle spalle, la più alta montagna dell'arcipelago: 237 metri, un'altra occasione di mettere alla prova gambe e fiato. Dall'alto, lo spettacolo delle Incoronate è assoluto.
Il Mediterraneo è culla di cultura per tutti: le Incoronate, meglio di altri posti, ne riassumo i richiami più remoti.
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