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SANTI E PROVERBI DEL MESE DI MAGGIO

Oggi forse questa logica, visti i tempi e l'incalzare di un altro tipo di economia, andrebbe sovvertita e trasformata in "El guadagno xe el primo sparagno".
Detto questo, veniamo al nostro viaggio che dovrebbe iniziare dal Duomo di Valle, dove il 1.mo maggio si ricorda il Beato Giuliano, un francescano del luogo morto nel XIV secolo. Le sue reliquie erano contenute in un sarcofago dell'VIII secolo, poi, in suo onore venne realizzato un altare nel quale si conserva l'urna del martire beatificato. La chiesa è dedicata anche a S. Maria Elisabetta.
Il 2 maggio si festeggia invece S. Anastasio, patrono dell'isola di San Nicolò di Parenzo. E a seguire S. Filippo e Giacomo: Grobnico, Aurania, Filippano e Collalto. S. Croce: Bottonega, Draguccio, Gradena, Promontore. S. Floriano a Covedo. I SS. Stanislao e Doimo che ci portano a Spalato e a Salona. San Pancrazio a Montona e S. Elena a Castua.
E veniamo a qualche curiosità. Nel muro destro longitudinale della chiesa parrocchiale di Umago si trova un bassorilievo romanico con l'immagine di S. Pellegrino, patrono della città. Il santo porta in mano un bozzetto della città stessa. Ma chi era Pellegrino? Era un diacono venuto da Aquileia. Fu decapitato da Diocleziano nel 303 sulla spiaggia di Rosazzo, tra Umago e Sipar. Durante le feste patronali c'erano ben dodici canonici che cantavano i salmi e sfilavano nelle solenni processioni portando, per eccezionale privilegio, il tricorno, la mozzetta e le calze color porpora.
Nei cinquecento e più anni di devozione a Venezia, governarono Umago 138 podestà nominati dal Doge. Ecco perché anche la festa di S. Marco qui veniva celebrata ogni anno con pompa. Il podestà veneziano ad Umago era tenuto ad una condotta severissima. Non vi poteva portare la sua famiglia, non doveva ricevere doni né inviti a pranzo. Non poteva fare il padrino di battesimo o cresima e neanche sposarsi ad Umago. Il suo arrivo e la sua partenza non dovevano essere salutati con discorsi.
Anche la festa di S. Servolo è molto sentita dai Buiesi. La chiesa, dedicata al patrono è il Duomo della città, costruita sulle rovine di un antico tempio romano. La chiesa medievale a tre navate venne edificata nel XIV secolo e dedicata appunto a S. Servolo. La chiesa attuale, in stile barocco, fu iniziata dopo la metà del 1700 su progetto del maestro Zuane Dongetti di Pirano.
L'attaccamento della gente al suo santo assegnò alla chiesa nel 1866 una statua d'argento di San Servolo.
E da ricordare ancora, nel mese di maggio, i SS. Niceforo e Massimiliano, patroni di Pedena.
Quello che vi vogliamo proporre è anche un piccolo itinerario attraverso le feste patronali del mese di maggio sul territorio istriano, fiumano e dalmato.
Con la primavera anche queste ricorrenze diventano un'occasione per vivere intensamente gli spazi cittadini ed i dintorni, con processioni e scampagnate.
Ma prima di partire, vi invitiamo ad una riflessione su uno dei tantissimi proverbi della tradizione istriana: "El sparagno xe el primo guadagno".
Abbiamo scelto questo detto perché contiene al suo interno una filosofia di vita decisamente ancorata al passato, ad un tempo e ad una società scevre da ogni tipo di consumismo per cui ogni oggetto, ogni piccola singola proprietà, rappresentavano il fulcro attorno al quale costruire un'esistenza.
E meglio di altri, questo modo di dire caratterizza un'immagine dell'istria d'altri tempi, diventata per certi versi uno stereotipo.
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