Gli austriaci, dopo il 1848, ristabilirono l’ordine in tutto l’impero e anche in Dalmazia.
Gli Asburgo però dovevano assolutamente trovare nuove formule per tenere sotto il proprio scettro il variegato mosaico di popoli del loro vasto impero.
In Dalmazia il divario politico tra italiani e slavi iniziò ad aumentare visibilmente.
L’elemento slavo-croato appariva all’Austria assai più affidabile di quello italiano che Regno di Dalmazia (Austria-Ungheria, 1814 1918)aveva dato chiara prova di tendere verso gli eventi della penisola italica piuttosto che a quelli danubiano-balcanici.
(1) Josip Juraj Strossmayer
Sacerdote (1815-1905) e studioso di storia e filosofia al Seminario di Pest.
Durante il periodo degli studi formativi venne a conoscenza degli ideali e dei contenuti dell’illirismo e se ne fece a sua volta portatore.
Fu nominato da Francesco Giuseppe vescovo di Djakovo in Slavonia e da allora non smise mai di difendere i diritti della Croazia per una maggiore autonomia nell’ambito dell’Impero austroungarico.
Nel 1860 donò una ingente somma per la fondazione dell’Accademia jugoslava delle scienze e della arti a Zagabria e sempre a Zagabria sostenne con altri fondi la costituzione dell’Università.
Grande mecenate, sostenne anche la costruzione di licei a Varazdin, Osijek e Fiume.
Assieme al bano Jelačić, ai pensatori e politici Ante Starčević e Ljudevit Gaj, Strossmayer appare una delle figure centrali della storia croata dell’Ottocento.
(2) Francesco Borelli
Conte, nato a Zara nel 1810, figlio del sindaco zaratino Andrea filo francese che si suicidò nel 1813 quando gli austriaci ripresero la città dalmata.
Borelli dopo aver comandato la Guardia Nazionale zaratina nel 1848, cercò un nuovo dialogo con i croati e si spostò su posizioni moderate nell’ambito del partito autonomista dalmata.
Nel 1860, quando si recò a Vienna per discutere con l’imperatore sul destino della Dalmazia, si contrappose comunque alle tesi annessioniste croate propugnate dal vescovo Strossmayer.
La posizione moderata di Borelli fu molto criticata da Baiamonti, Duplancich e dal Lapenna.
Un fatto particolare che amareggiò il conte Borelli fu la scelta fatta dal figlio Manfredi di militare nel partito croato annessonista.
(3) Francesco de Suppé
Musicista nato a Spalato (1919-1895), compose ancora giovane le prime messe cantate a Zara (Missa dalmatica).
Si recò a Vienna dove compose almeno trenta operette, compresa “La Cavalleria leggera” (1866) che rimase tra i suoi lavori più famosi.
De Suppé visitava spesso Zara e Spalato dove occasionalmente teneva applauditissimi concerti.
Compose in età matura apprezzate canzoni e sinfonie.