La latinità in Dalmazia sopravvisse alla caduta dell’Impero romano d’Occidente e per Giovanni Lucio: storico dalmatatutto il Medioevo, quindi, non fu un esclusiva conseguenza del dominio politico e del prestigio culturale di Venezia.
Oltre ai fatti storici e politici fin qui narrati, la particolarità dalmata si evince anche dall’esistenza del dalmatico, un idioma di origine neolatina, del quale lo storico dalmata Giovanni Lucio (1) ne diede esplicita notizia nella sua opera “De Regno Dalmatiae et Croatiae” (1666) con queste parole: “…risulterà chiaro che la lingua latina in Dalmazia aveva subito delle modificazioni al pari del latino in Italia e che intorno al 1300 il volgare dalmatico era più vicino alla lingua dei Piceni e degli Apuli che non a quella dei Veneti o dei Lombardi: quando invece a partire dal 1420, essa era diventata somigliantissima al veneziano...”.
(1) Giovanni Lucio
Storico dalmata (1604-1679) discendente da una nobile famiglia di Traù che discendeva da sangue latino.
Dopo la laurea in giurisprudenza a Padova nel 1631, Lucio divenne membro del Consiglio municipale di Traù e nel 1643 fu nominato ambasciatore a Venezia.
Lucio prese a lavorare a una storia della Dalmazia a partire dal 1651 e nel 1654 si trasferì a Roma per ricercare nuove fonti.
Nel 1669 pubblicò ad Amsterdam il “De Regno Dalmatiae et Croatiae” che abbraccia, oltre alla storia della Dalmazia, anche quella dei paesi slavi vicini.
Lucio morì a Roma e fu sepolto nella Chiesa di San Girolamo.
(2) Graziadio Isaia Ascoli
Filologo di Gorizia, apprezzato per i suoi studi dedicati ai dialetti italiani.
Fondò a Milano nel 1873 l’Archivio glottologico italiano.
Ispirandosi alle Alpi Giulie nel 1863 coniò il nome di Venezia Giulia.
(3) Matteo Bartoli
Grande linguista istriano di Albona (1873-1946) che si segnalò all’attenzione degli studiosi per la sua tesi di laurea sostenuta nel 1898 all’Università di Vienna.
Sotto la guida dell’illustre glottologo svizzero Meyer Lubke, con correlatore lo spalatino Adolfo Mussafia, studiò il veglioto raccolto dalla viva voce di Antonio Udina, uno degli ultimi parlanti di questo dialetto estrema appendice del dalmatico.
La tesi riscosse molto successo e nel 1906 Bartoli pubblicò a Vienna il libro “Das dalmatische”.
Egli operò dal 1907 all’Università di Torino e pubblicò opere fondamentali di linguistica: “Introduzione alla neolinguistica” (1925) e “Saggi di linguistica spaziale”.