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ROMA: La terza guerra istro-romana e la guerra contro i Giapidi

La rivolta dei Pannoni contro i soldati di Roma avvenuta nel 129 a.C. provocò una reazione a catena in tutta la regione.
Scoppiò così una guerra tra Giapidi e Romani e subito dopo l'intera penisola istriana si ribellò, dato che pure i Liburni e gli Istri presero le armi in pugno.
Queste furono le cause dello scoppio della terza ed ultima guerra istro-romana.
Le fonti classiche non ci forniscono molte informazioni in merito.
I Romani la consideravano una spedizione punitiva, mentre la guerra condotta da Ottaviano contro i Giapidi Transalpini venne ricordata come un importante avvenimento della storia romana.
Le operazioni militari furono condotte da Sempronio Tuditano che si spinse con l'esercito nel territorio dei Giapidi.
Grazie alla superiorità militare i Romani si spinsero sino al fiume Tizio in Dalmazia (Krka).
Soltanto dopo queste operazioni l'Istria si potè considerare pacificata.
I Romani videro la necessità di creare delle colonie sul territorio atte a controllare la regione nonché a romanizzarla.
La colonia di Aquileia non poteva più svolgere la sua funzione originaria.
Nonostante i Romani avessero sconfitto i popoli presenti in Istria, la minaccia di questi e degli altri popoli contermini era sempre presente.
I più pericolosi erano i Giapidi Transalpini, situati come un cuneo tra le popolazioni venete ed istre. Nel 52 a.C. si spinsero sino alla costa, devastando e saccheggiando Trieste.
Augusto decise di porre fine al problema dei continui attacchi dei popoli confinanti. Una delle maggiori operazioni militari fu indubbiamente quella contro i Giapidi Transalpini, che si estendevano dalla Selva di Piro sino al fiume Colapis (l'odierna Kupa).
Ottaviano arrivò sino alla loro maggiore città, ovvero Metulo, un castelliere, che a differenza di quelli istriani era privo di un apparato difensivo murario.
I Giapidi si arroccarono nella capitale ubicata sulla cima di
due colline circondate dalla foresta.
L'assedio si dimostrò molto difficile e dopo molti sforzi i Romani riuscirono a penetrare all'interno.
I Metulesi rinchiusero nelle abitazioni le loro donne con i figli e diedero l'ordine di appiccare il fuoco.
Con questa vittoria i Romani si assicurarono il controllo delle zone contermini ad Aquileia e allo stesso tempo apriva la strada verso la pianura pannonica.
Reperti rinvenuti nella
necropoli di Fontane
Reperti rinvenuti nella
necropoli di Fontane

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