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XX SECOLO: L'occupazione tedesca

Il 19 settembre 1943 il maresciallo Wilhelm Kaitel preparò il piano per un'offensiva di vaste proporzioni, volto a distruggere il controllo partigiano sulla regione.
Il 22 settembre Hitler ordinò di debellare completamente la resistenza dei "ribelli" in Istria.
Il piano dell'offensiva venne realizzato dal comando del maresciallo Erwin Rommel.
Lo stesso prevedeva che i soldati dovessero annientare il maggior numero di partigiani ed impedire a quest'ultimi la fuga verso la Croazia.
Alle operazioni, iniziate il 1° ottobre 1943, parteciparono circa 50 000 soldati, 150 carri armati, oltre un centinaio di pezzi di artiglieria e numerosi mezzi corazzati.
L'offensiva fu impetuosa e cruentissima.
Solo nell'entroterra capodistriano furono incendiate più di 1800 abitazioni.
Manuale di guerriglia
antipartigiana
Le operazioni militari dell'autunno 1943 annientarono quasi del tutto il movimento partigiano in Istria.
Agli inizi di ottobre, Friederich Rainer fu nominato supremo commissario della zona di operazioni del Litorale Adriatico.
Il già ricordato assunse il potere politico, civile, militare e giudiziario.
L'intera area venne annessa al Terzo Reich e venne dato l'ordine di reprimere il movimento insurrezionale presente all'interno della penisola nonché di occupare la costa dalmata.
Nell'aprile del 1944 giunse a Trieste un reparto specializzato nell'eliminazione dei corpi dei prigionieri uccisi.
La risiera di San Sabba venne così trasformata in un campo di sterminio, con l'accensione di un forno crematorio.
La struttura venne utilizzata per l'eliminazione degli ebrei, dei partigiani sloveni, croati e italiani operanti sul territorio, nonché di quelle persone sulle quali cadeva solo il sospetto di collaborare al movimento politico clandestino.
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