“Nell’immediato dopoguerra mio fratello Lino frequentava il liceo di Capodistria.
Un giorno gironzolando per la cittadina scorse fra le carte di una pescivendola qualcosa che sembrava diverso dalle solite pagine di libro che venivano utilizzate per avvolgere il pesce.
Infatti la penuria di carta era notevole sicché i libri e documenti del Seminario Vescovile di Capodistria che erano stati portati via e dispersi venivano correntemente utilizzati in vari modi.
L’intuito aveva ben consigliato mio fratello: si trattava infatti dell’originale del contratto di locazione del Seminario.
Lo recuperò e lo portò a Verteneglio, a casa nostra.
Il documento finì in un cassone in soffitta assieme ai suoi libri.
Lino nel 1954 partì per l’America (vive tuttora a Chicago) ed il cassone rimase tranquillo per molti anni.
Poi negli anni ’80 assieme ai miei figli, tornai a Verteneglio ed andammo in soffitta “a cercare” i tesori.
Trovammo libri, lettere personali, pagelle ma anche il contratto che portammo a Trieste.
Partimmo poi per la Francia dove, chiuso in una piccola cassaforte, se ne stette tranquillo fino a quando, quest’anno, la preparazione di una serie di conferenze sull’architettura della pietra secca mi portò ad interessarmi alle casite istriane facendomi scoprire il Centro di Documentazione Multimediale della cultura istriana, fiumana e dalmata.
Mi sembrò allora naturale fare dono di tale documento al CDM, ente che é preposto alla salvaguardia e valorizzazione della storia e cultura istriana.
Ora spero che sarà svegliato dal suo sonno da quelli che lo troveranno interessante e utile”.
Cordialmente
Sergio Gnesda