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Marcantonio DE' DOMINIS
La maggior parte delle sue opere rimarrà nelle terre protestanti.
Nel resto d’Europa invece saranno distrutte o verranno considerate di anonimo.
Di lui conosciamo due opere scientifiche e più trattati teologici.

Opere scientifiche

• Tractatus de radiis visus et lucis in vitris, perspectivis et iride, Venezia 1611.
Deriva dagli appunti di un suo studente, basati sulle sue lezioni tenute a Padova: spiega il fenomeno del doppio arcobaleno che, visto come un fatto ottico e naturale, è basato sulla riffrazione della luce bianca in ogni singola goccia di pioggia.
L’opera ebbe particolare successo, fu ricordata da Newton, nel The optics (p. 147, 1704), a differenza di Cartesio che, pur sviluppando una teoria molto simile alla sua (Meteores 1637), non ne fa minimo cenno.

• Euripus, seu de fluxu et refluxu maris sententia, dedicata al nipote di papa Urbano VIII, il cardinale Francesco Barberini, nel 1624, tempo in cui l’Inquisizione stava per riavviare il processo contro di lui.
Affronta una teoria sulle maree (di seguito precisata nella teoria di gravitazione di Newton) basata sull’idea della forza d’attrazione della Luna e del Sole.
Sorvolando i passi nei quali egli esprime alcune considerazioni sulla natura umida della Luna, la sua teoria è in gran parte corretta.

Opere teologiche

Rivelano il forte accanimento contro la Sede apostolica, additata come corruttrice delle pure tradizioni evangeliche.

• Consilium profectionis: spinto dalle circostanze dello scontro tra Venezia e la Curia, si dedicò all’approfondimento degli studi sulla legge ecclesiastica, storia della Chiesa e teologia dogmatica.
Arriva alla conclusione che il sistema papale sia lontano dagli ideali di una vera Chiesa cattolica.

• Lettera ai vescovi da Heidelberg: riporta le ragioni che lo avevano spinto ad abbandonare la Chiesa.

• Papatus Romanus, esce anonimo (Londra, 1617; Francoforte, 1618).

• Scogli del Cristiano Naufragio (1618), è considerato un importante contributo alla teologia protestante.
Tradotto in inglese, francese e tedesco fu distribuito in tutta l’Europa.

• De Repubblica Ecclesiastica libri X, dopo la revisione dei teologi anglicani, fu pubblicata fra il 1617 e il 1622 in tre volumi (vol. 1, 1617; vol. II, 1620, Londra; Vol. III, 1622, Hannover), in latino, con il patronato del re.
Con la massima autorità qui rinnega alla Curia l’estensione del suo potere alla mondanità, esalta la pace e la tolleranza tra i popoli, critica alcuni dogmi fondamentali, sostiene l’uguaglianza di tutte le chiese cristiane, dichiara che la chiesa non può vantare il primato, che il potere del papa non è universale, e che deve essere trasmesso ai vescovi, esclusivi eredi degli apostoli (accuse).

• Historia del Concilio Tridentino, è un testo tratto da un manoscritto di Paolo Sarpi (sembra che l’autore glielo avesse consegnato a Venezia senza intenzione di pubblicarlo).
De Dominis ne è editore è lo accompagna con una aggiunta al titolo, in funzione anti romana e con dedica a Giacomo I.
L’opera che svela gli intrighi della Curia romana, fu tradotta in più lingue e condannata da Roma.

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