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September 7th, 2026
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Commemorazione del 110° anniversario della morte di Nazario Sauro

Muoio con il solo dispiacere di privare i miei carissimi e buonissimi figli del loro amato padre, ma vi rimane la Patria che di me farà le veci. E su questa Patria giura, Nino, e fai giurare ai tuoi fratelli, quando saranno l’età di ben comprendere, che sarete sempre, ovunque e prima di tutto Italiani.

Mancano pochi giorni alla dichiarazione di guerra del Regno d’Italia all’Impero Austro-ungarico e l’irredentista Nazario Sauro, nato a Capodistria il 20 settembre 1880 e rifugiatosi a Venezia quando scoppiò la Prima guerra mondiale per non dover combattere nell’esercito asburgico, ha consegnato all’amico giornalista Silvio Stringari una lettera indirizzata al primogenito Nino che contiene questa celeberrima dichiarazione di patriottismo.

Sauro nell’anteguerra ha fatto parte di quella generazione di giovani mazziniani che affrontarono l’occhiuta sorveglianza austro-ungarica per ribadire l’italianità di Capodistria e dell’Istria, ma ha pure combattuto a fianco degli albanesi in lotta contro l’Impero Ottomano per l’indipendenza.

Stringari avrebbe dovuto consegnare la lettera al figlio dell’amico se Sauro fosse morto in battaglia: come altre centinaia di volontari irredenti, infatti, il marinaio capodistriano aveva disertato per potersi arruolare invece con la divisa italiana e combattere per la redenzione di quelle terre che alla fine del Risorgimento non erano state ancora liberate dalla dominazione austriaca.

Sauro compì diverse incursioni come Tenente di Vascello della Regia Marina, finchè fu catturato durante una sfortunata missione nel Carnaro e processato a Pola. Identificato al termine di un drammatico processo culminato con un confronto con la madre, che finse di non riconoscerlo, Sauro, Medaglia d’Oro al Valor Militare, fu impiccato il 10 agosto 1916.

Si è conclusa sulle note dell’Inno all’Istria, intonato dalla banda del Comitato provinciale di Trieste dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, la cerimonia dedicata al 110° anniversario del sacrificio di Nazario Sauro, svoltasi nel tardo pomeriggio di lunedì 10 agosto 2026 nello spazio antistante la Stazione Marittima di Trieste. Una ricorrenza che, a distanza di oltre un secolo, continua a rappresentare per la comunità giuliana un momento di memoria e riflessione sulla figura del marinaio capodistriano, divenuto simbolo di coraggio, identità e dedizione alla propria terra.

Organizzata dal Comitato Onoranze a Nazario Sauro, la cerimonia si è aperta con l’arrivo nel Bacino San Giusto degli atleti e delle atlete del Circolo Marina Mercantile “Nazario Sauro” e del Circolo Canottieri Saturnia, che hanno reso omaggio alla memoria del martire istriano. Un momento particolarmente significativo, perché a raggiungere il luogo della commemorazione sono stati proprio gli sportivi legati a due storiche realtà della tradizione nautica cittadina.

È seguita la benedizione impartita da don Daniele Scorrano, parroco della chiesa di Nostra Signora di Sion, che ha ricordato anche un particolare relativo agli ultimi giorni di vita di Sauro. «Contrariamente a quanto spesso si racconta – ha spiegato – non rifiutò l’estrema unzione, ma ricevette assistenza spirituale da un frate francescano di lingua italiana nei giorni precedenti all’esecuzione».

A seguire, il capitano Diego Guerin della Lega Nazionale ha dato lettura del testamento spirituale di Sauro, il documento destinato ai figli nel quale emergono la profonda fede e la dedizione alla causa irredentista. Parole che, a 110 anni di distanza, hanno costituito uno dei momenti centrali della commemorazione. Il presidente del Comitato Onoranze a Nazario Sauro, Fulvio Sluga, ha quindi sottolineato il valore e l’attualità della giornata. Sul significato della scelta compiuta da Sauro si è soffermata anche la vicesindaco di Trieste Serena Tonel, ribadendo come quella decisione rappresenti ancora oggi un elemento di riflessione. Sauro, ha sottolineato, «fece una scelta di vita e dell’idea che è sempre attuale anche per le nuove generazioni».

Alla cerimonia hanno partecipato anche il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna, l’assessore regionale Fabio Scoccimarro, i consiglieri regionali Michele Lobianco e Carlo Grilli, i consiglieri comunali Massimo Codarin, Corrado Tremul, Alberto Polacco e Luca Salvati, l’ex assessore regionale Gianni Torrenti e diversi esponenti delle associazioni degli esuli. Presenti Renzo Codarin in rappresentanza dell’Anvgd e di FederEsuli, Fabio Tognoni per l’Associazione delle Comunità Istriane e Piero Sardos Albertini per la Fameia Capodistriana.

Un’anteprima della commemorazione si era svolta con la deposizione di una corona d’alloro al cippo dedicato all’irredentista istriano nel Parco della Rimembranza sul colle di San Giusto.