Centro di Documentazione Multimediale della Cultura Giuliana Istriana Fiumana Dalmata
June 8th, 2026
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Anvgd Salone 2026 Lun 3

Giornata conclusiva della Bancarella al Salone del Libro di Torino

Si è conclusa La Bancarella. Salone del libro dell’Adriatico orientale organizzata dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e dal Centro di Documentazione Multimediale della cultura giuliana, istriana, fiumana e dalmata con la collaborazione di FederEsuli nell’ambito della XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino. La quinta e ultima giornata di rassegna si è aperta con la presentazione del nuovo libro di Mauro Tonino, scrittore e saggista che fa parte del comitato esecutivo dell’ANVGD Udine: I 40 giorni del terrore. L’occupazione slavo-comunista di Gorizia e un lapidario per cancellare gli omissis della storia, pubblicato per i tipi di Signs Publishing.

L’appassionato cultore di storie e vicende del confine orientale italiano ha ben inquadrato storicamente e politicamente il frutto delle ricerche di Luca Urizio, presidente della sezione di Gorizia della Lega Nazionale, integrando con sue ulteriori ricognizioni archivistiche: «Nella fase finale della Seconda guerra mondiale si registrano disperati tentativi italiani, anche con improbabili collaborazioni tra servizi segreti del Regno del Sud e uomini della Divisione Decima di Junio Valerio Borghese, per fronteggiare l’espansionismo jugoslavo – ha spiegato Tonino dopo essere stato introdotto da Bruna Zuccolin, Presidente dell’ANVGD Udine, e da Lorenzo Salimbeni, responsabile comunicazione dell’ANVGD – L’unica mossa che va a buon fine la compì Alvise Savorgnan di Brazzà, capo di stato maggiore della brigata Osoppo falcidiata da gappisti a Porzus, che riuscì a sollecitare l’avanzata alleata verso la Venezia Giulia. Ciononostante ci furono quaranta terribili giorni di occupazione, in cui scomparvero centinaia di goriziani, tra cui il capo del CLN isontino Augusto Sverzutti, chiamato per un incontro presso la sede cittadina dell’OZNA e mai più ritornato a casa». Le ricerche di cui sopra hanno portato ad un’integrazione dei nomi riportati nel lapidario di Gorizia dei deportati dai titini che mai fecero ritorno, iniziativa avvenuta con il pieno sostegno del Sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna, il quale è vivacemente intervenuto ricordando il suo impegno contro l’ostruzionismo tentato dall’ANPI.

Nel pomeriggio, invece, Kristjan Knez, direttore del Centro Italiano Carlo Combi di Capodistria, ha portato l’uditorio indietro nel tempo fino al XVII secolo, allorché sotto il dominio della Serenissima venne fondato a Capodistria, l’Atene dell’Istria, il Collegio dei Nobili, che sarebbe ben presto diventato la fucina della classe dirigente di lingua e cultura italiana. Attraversando i secoli e le diverse dominazioni, oggi l’edificio rappresenta il polo scolastico con lingua d’insegnamento italiana della città istroveneta, che ha anche beneficiato di una profonda riqualificazione grazie ad un finanziamento dello Stato sloveno: «L’inaugurazione del rinnovato edificio è avvenuta lo scorso 11 settembre alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella e del suo omologo sloveno Nataša Pirc Musar e per l’occasione abbiamo accelerato la conclusione di un vecchio progetto dando alle stampe Dal Seminario al Ginnasio “Gian Rinaldo Carli”, secoli d’istruzione a Capodistria» ha spiegato Knez, curatore dell’opera assieme a Roberta Vincoletto, Presidente della CAN di Capodistria.

Dialogando con Salimbeni, Knez ha poi evidenziato che al volume hanno collaborato anche autori capodistriani sloveni: «Questa prestigiosa istituzione, sui cui banchi sono passati fra gli altri Pio Riego Gambini e Nazario Sauro, Gian Rinaldo Carli e Pietro Kandler, Antonio Santin e Edoardo Marzari, Nino Benvenuti e Pier Antonio Quarantotti Gambini, è sempre più percepita come un patrimonio culturale di tutta la città e non mancano gli studenti sloveni che si iscrivono per perfezionare la padronanza della lingua italiana».