Giulio Marongiu, esule da Pola a Fertilia, è Commendatore della Repubblica
Per la prima volta nella sua storia Fertilia festeggia il Commendator Giulio Marongiu.
Mercoledì 14 gennaio è giunta la comunicazione ufficiale da parte della Segreteria del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha insignito Giulio Marongiu, ormai famoso comandante dell’imbarcazione Klizia, protagonista del viaggio, del libro e del film Rotta 230° Ritorno alla Terra dei Padri, con il titolo di Commendatore dell’Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”.
Si tratta di un importante riconoscimento per un uomo che ha compiuto un viaggio a ritroso per riunire quei fili brutalmente recisi dalla storia e per chiudere simbolicamente un cerchio anche in nome di tantissimi esuli che nella vita non hanno mai potuto tornare nella terra che gli fu negata dalle note vicende che seguirono il secondo conflitto mondiale.
All’età di 85 anni, compiuti proprio a metà del lungo viaggio che ha portato l’imbarcazione partita dalla Sardegna fino a Pola, Giulio ha potuto mettere piede, per la prima volta dopo 77 anni, su quella banchina in cui, nel febbraio del 1947, salì sulla scaletta della nave Toscana con la sua famiglia, per salutare quella città che nonostante tutto gli è sempre rimasta nel cuore.
La scomparsa dei genitori ed in seguito dell’amata sorella Laura aveva fatto sì che in lui non nascesse più il desiderio di tornare a rivedere quei luoghi in cui nel frattempo era venuto meno il regime comunista del maresciallo Tito e con esso quel sentimento di anti-italianità che per anni aveva reso difficile per molti italiani il ritorno nella terra natia.
Ma come sempre la storia, proprio quando ormai sembra troppo tardi, ha giocato a Giulio uno scherzo di cui non si è pentito. Grazie ad un’idea folle, nata dal figlio Federico, insieme a Mauro Manca, a Giuseppe Bellu e ad Elena Fustini, l’avventura del Klizia ha rappresentato l’occasione di un inaspettato ritorno.
«Avevo timore di non ritrovare più la Pola che avevo lasciato e di rivivere il clima difficile che avevo conosciuto in occasione del mio addio – ha detto commosso il neo Commendatore Giulio Marongiu – invece il ritorno a Pola, l’abbraccio con Egea Haffner e Marisa Brugna, che mi hanno accolto tra le lacrime sulla banchina e l’affetto della comunità italiana mi hanno emozionato. Ho fatto veramente fatica a trattenere le lacrime in quella che è stata una delle più belle giornate della mia vita».
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