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July 21st, 2024
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Ragusa/Dubrovnik

Old Town Of Dubrovnik

Ragusa (Dubrovnik), 50 mila abitanti, è una delle città-gioiello del Mediterraneo. Una Repubblica Marinara che resiste nel tempo, al di là di ogni vicenda storica, per la sua ricchezza urbanistica ed architettonica, per la posizione geografica, per la bellezza del territorio circostante. Il nome italiano di Ragusa si deve ai Romani che la vollero chiamare Lausa (da laus, rupe, e rau, roccia), perché il primo nucleo, l’attuale centro storico, nacque proprio su una scogliera.
Il nome slavo della città deriva dalla parola “dubrava” che significa bosco di querce e infatti tutt’intorno, ancora oggi, c’è una superba vegetazione mediterranea. Ragusa divenne un’importante repubblica marinara, libera e indipendente, che diede del filo da torcere a Venezia – alla quale pure appartenne nel XIII e XIV secolo – nella lotta per il predominio sull’Adriatico. Il periodo di massimo splendore fu nei secoli XV e XVI: contava su 500 navi, possedeva rappresentanze diplomatiche in tutta Europa e dava asilo a studiosi e artisti di grande fama.
Rinchiusa entro possenti mura, fatte costruire nel X secolo, restaurate e risistemate nella seconda metà del 1200, lunghe quasi due chilometri, resistette sempre a ogni attacco, anche a quello dei temutissimi Turchi. Ancora oggi è percorribile il giro di ronda: le mura raggiungono anche i 25 metri d’altezza e lo spessore medio di 6 metri sul lato della terraferma, di 3 metri sul lato verso il mare. Sono dotate di 3 fortezze circolari, di 5 bastioni, di 12 fortezze quadrangolari, di 2 fortificazioni angolari e di una grande fortezza. Il giro delle mura può iniziare da Porta Pile, bastione fortificato semicircolare con un ponte che superava il profondo fossato pieno d’acqua, oggi un verde giardino.
Dalla porta interna si può salire a visitare le mura e le torri. Da quassù si ammirano i tetti della città, gli incroci delle strade principali e secondarie. Ma verso il mare, lo sguardo spazia su un paesaggio di arrivi e partenze. Chiusa dentro le sue mura, Ragusa era comunque una porta sul mondo.
Raggiunto il quartiere del porto, una scalinata scende verso le rive e l’altro accesso alla città, la Porta a mare, ad Oriente, costruita nel ‘400.

Il centro cittadino è lo Stradun, una larga via lastricata che ospita i palazzi più belli di Ragusa. Ieri come oggi, la vetrina della città, piena di gente che passeggia, avanti e indietro, soprattutto la sera secondo precise regole: da un lato si scende, dall’altro si sale…ci si guarda, ci si saluta. Le pietre squadrate della pavimentazione, sono rese lucide dall’usura, da secoli di “struscio”.
Sullo Stradun convergono da est ripide le strettissime vie che s’inerpicano sulle pendici della montagna alle spalle della città. Tutte molto pittoresche e suggestive, ma così erte da far mancare il fiato quando le si percorre in salita.
Ma lo Stradun è anche l’area racchiusa tra le due porte della città delimitata dalle Fontane e dai due campanili. La prima fontana da ammirare è la Fontana Grande o di Onofrio che deve il suo nome all’architetto e scultore che l’ha realizzata nel 1444. E’ un omaggio all’arte e alla fantasia, coperta da una cupola s’apre su sedici angoli con sedici colonne per un curioso gioco d’acqua.
Sulla stessa piazza lo splendido edificio della Chiesa di San Salvatore e accanto a questa il monastero dei Francescani. Costruito nel XV secolo è uno dei monumenti più particolari di Ragusa.
Sopra la porta della chiesa del monastero si trova la magnifica scultura della Pietà realizzata nel 1498.
All’interno del monastero si trova il magnifico Chiostro del XIV secolo con l’elegante colonnato e i capitelli con figure, soggetti floreali e animali. All’interno del Monastero si trova la Farmacia, terza per fondazione in Europa ma prima per l’apertura al pubblico, in funzione dal 1391. Altro tesoro del convento francescano è la sua Biblioteca che conta trentamila volumi tra manoscritti, incunaboli, libri miniati e antichi spartiti musicali, oltra a tele, sculture e oggetti liturgici.

Lo Stradun termina con piazza della Loggia, è il centro della vita cittadina dei commerci e dell’amministrazione, fin dai tempi della Repubblica Marinara. Qui si affacciano palazzi e dimore patrizie con negozi al pianterreno e abitazioni al piano nobile, ma su tutto domina la Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta costruita nel 1192 quale voto e dono alla città di Riccardo Cuor di Leone, di ritorno via mare dalla terza Crociata in Terrasanta. Rimaneggiata e poi distrutta dal terremoto del 1600 conserva comunque pregevoli tele di scuola veneziana tra cui una pala di Palma il Giovane e una della scuola di Tiziano. Prezioso il Tesoro della Cattedrale.
L’altro Palazzo degno di nota è il Palazzo del Rettore del XIII secolo, oggi Museo civico, residenza fortificata in stile gotico con un elegante portico ad archi rinascimentali, capitelli etre logge che ospitava durante il suo mandato, vale a dire per un mese, il Rettore della città. Sopra la porta che conduceva al Palazzo del Gran Consiglio si legge la frase “Lasciate in disparte i privati interessi ed abbiate cura del bene pubblico” .
Ad ospitare gli uffici della Dogana e della Zecca, dal 1522 fu Palazzo Sponza in stile gotico rinascimentale. Tra le finestre del piano attico è stata posta la statua di San Biagio, patrono della città, oggi ospita l’archivio della Repubblica ragusea. L’altro simbolo di Ragusa è la colonna d’Orlando, al centro della piazza: il cavaliere raffigurato era il fiero condottiero che guidò le truppe della Repubblica contro l’esercito invasore degli Ottomani.
La Piazza della Loggia d’estate diventa un teatro all’aperto per spettacoli e concerti. Il programma degli incontri culturali a Ragusa è molto ricco ma soprattutto d’alta qualità. La città va vissuta intensamente perché riesce a regalare forti emozioni nella scoperta di luoghi e particolari di grande interesse storico e culturale.

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