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Arena Di Pola Lutto Vergarolla

La strage di Vergarolla: i testimoni raccontano

Ricorreva martedì 18 agosto 2026 l’80° anniversario della strage di Vergarolla, avvenuta sulla spiaggia polesana domenica 18 agosto 1946 appunto, mentre l’arenile era gremito di famiglie e di partecipanti alle gare della Coppa Scarioni, la cui tappa istriana era stata organizzata dalla società nautica Pietas Julia di grande tradizione patriottica che quella sera avrebbe poi festeggiato i 60 anni dalla fondazione.

Si trattò della prima strage della storia dell’Italia repubblicana nonché quella col maggior numero di vittime: 64 identificate (di cui un terzo bambini), ma quasi altre 50 salme non furono riconosciute talmente erano state martoriate dall’esplosione del deposito di mine disinnescate che si trovava in fondo alla spiaggia. Il dottor Geppino Micheletti si adoperò per oltre 24 ore nella sala operatoria dell’ospedale cittadino Santorio Santorio per salvare la vita dei feriti che continuavano a giungere dal luogo del delitto, anche dopo aver saputo che tra i morti c’erano i suoi due figlioletti, Carlo e Renzo.

Pola rientrava nella Zona A sotto Amministrazione militare angloamericana in attesa che la Conferenza di Pace definisse la nuova linea di confine: le autorità britanniche appurarono che l’esplosione non era stato accidentale, bensì innescata volutamente, ma non fu identificato il colpevole, anche se in città tutti pensarono ad artificieri afferenti all’OZNA, la polizia segreta jugoslava che già si era macchiata di omicidi e deportazioni durante i quaranta giorni di occupazione della città dell’arena da parte delle milizie comuniste di Tito nel maggio-giugno 1945 a guerra finita.

Questa carneficina rientra tra le motivazioni che spinsero 30.000 polesani su quasi 32.000 abitanti di Pola ad affrontare l’esodo: sono ancora in vita alcuni testimoni di questa tragedia che hanno lasciato la loro testimonianza.

Il libro di Beatrice Raveggi – Daniela Velli, In tempo di pace. Ispirato alla storia vera di Claudio Bronzin esule istriano (Edizioni La nave dei sogni, Treviso 2023) è frutto di uno studio storiografico e di una testimonianza autentica e si fonda sulle Linee Guida per la didattica della Frontiera Adriatica emanate il 20 ottobre 2022 dal Ministero dell’Istruzione. Attraverso la voce narrante dell’allora dodicenne, Claudio Bronzin, la narrazione raggiunge la sua acme nell’episodio della strage di Vergarolla, punto di svolta sia della grande storia, che della piccola storia personale e umana della famiglia Bronzin, come di altre famiglie coinvolte nell’attentato.