La VI Scuola estiva di formazione sulla didattica della frontiera adriatica
Si è svolta a Roma la Scuola Estiva 2026 – La didattica della frontiera adriatica, VI edizione dell’evento formativo promosso dal Tavolo di Lavoro Ministero dell’Istruzione e del Merito – Associazioni degli Esuli istriani fiumani e dalmati. Si tratta di un appuntamento che corona un percorso formativo che comprende anche seminari di formazione regionali e nazionali, online ed in presenza, e coinvolge pure gli studenti con il concorso nazionale che viene bandito in ogni anno scolastico e le cui premiazioni si svolgono in concomitanza con le cerimonie istituzionali del Giorno del Ricordo.
La giornata inaugurale della VI Scuola estiva ha visto svolgersi lunedì 13 luglio, dopo i saluti istituzionali, una nutrita parte seminariale che può essere rivista sul canale YouTube CDM Arcipelago Adriatico:
“Ottant’anni da Vergarolla” – Prof. Guido Rumici
“L’Esodo” – Dott. Marino Micich
“L’Esodo a Roma e il Villaggio Giuliano-Dalmata” – Prof.ssa Donatella Schürzel
“La parabola dell’italianità adriatica” – Prof. Raoul Pupo
In seguito i partecipanti si sono suddivisi in quattro gruppi di lavoro, che hanno sviluppato laboratori didattici connessi ad aspetti peculiari della storia della frontiera adriatica:
– Storia: Partenze, approdi e derive. L’Esodo giuliano dalmata, i Centri di Raccolta Profughi e il Controesodo monfalconese – prof. Enrico Miletto
– Arte: La cultura artistica in Istria, Fiume e Dalmazia – prof.ssa Maria Grazia Chiappori
– Letteratura: La Letteratura dell’Esodo e le testimonianze orali – prof.ssa Donatella Schürzel
– Scuola Primaria: Le dieci parole da mettere in valigia – prof.ssa Mariangela D’Urzo
Supervisore della parte laboratoriale è stato il Prof. Pupo, Tutor d’aula la prof.ssa Barbara Mocibob e coordinatrice della Scuola la dirigente del MIM dott.ssa Caterina Spezzano.
La prima giornata di laboratori si è completata con la relazione dell’arch. Massimiliano Tita e del prof, Davide Rossi, i quali hanno illustrato ai partecipanti i contenuti della Mostra degli Esuli Dalmati Istriani e Fiumani (MEDIF) allestita al Vittoriano e che sarebbe stata visitata l’indomani.
Mercoledì 15 luglio, infatti, i corsisti hanno svolto una giornata di didattica all’aperto, cominciata con la partecipazione alla cerimonia con cui alla Camera dei Deputati sono stati conferiti i riconoscimenti della II edizione del Premio “Dott. Geppino Micheletti”, proseguita con la visita al MEDIF con il dott. Lorenzo Salimbeni che ha accompagnato i visitatori nel percorso interamente multimediale allestito nella Sala del Grottone e conclusa al Quartiere Giuliano-Dalmata. Qui la professoressa Schürzel, il dottor Micich ed il prof. Giorgio Marsan hanno accompagnato i docenti nelle varie tappe del Museo diffuso che ripercorre la storia dell’insediamento principali degli esuli istriani fiumani e dalmati nella Capitale d’Italia. Dall’Archivio Museo Storico di Fiume alla Cappella dei Santi Patroni delle località di origine, passando per i monumenti di via Laurentina e Piazza Giuliani e Dalmati e le più recenti aggiunte all’itinerario culturale (Panchine del Ricordo, la pala d’altare dedicata alla Madonna dell’Esilio recentemente restaurata dall’ANVGD Roma nella chiesa parrocchiale di San Marco Evangelista in Agro Laurentino ed il murale dell’artista Franco Ziliotto), è stato presentato uno spicchio di Adriatico orientale trapiantato alla periferia meridionale della “Città eterna”.
La visita, che si è conclusa con alcuni ulteriori interventi esplicativi ed il saluto istituzionale del Vicepresidente del IX Municipio Roma Capitale Augusto Gregori presso la Biblioteca San Marco, è stata impreziosita dall’incontro con esuli giunti o nati in quello che era il Villaggio Giuliano-Dalmata, i quali hanno fornito una preziosa testimonianza di vita vissuta.
Giovedì 16 è terminata la parte formativa in laboratorio e la prof.ssa Rita Tolomeo ha tenuto una lezione in cui ha illustrato la complessa storia della Dalmazia. L’indomani i gruppi di lavoro hanno presentato i progetti didattici che hanno realizzato nel corso della scuola, ricevendo il plauso del professor Pupo e dei loro formatori.
Grande soddisfazione per gli esiti della Scuola da parte della professoressa Maria Elena Depetroni, rappresentante dell’ANVGD al Tavolo di Lavoro con il MIM: «Queste Scuole estive sono importantissime in quanto consentono a docenti già formati di approfondire argomenti come arte e letteratura, oltre ovviamente ad alcuni aspetti specifici della storia del confine orientale. Le conferenze sono importanti, ma questa opportunità formativa fornisce l’occasione al docente di avere un ritorno a scuola, soprattutto per quanto concerne la scuola primaria e la secondaria di primo grado, ove non è semplice affrontare una storia così complicata».
La multidisciplinarietà è uno degli aspetti da sviluppare adesso che la storia delle foibe e dell’esodo si può considerare reinserita nella storia patria: «I temi letterari come il ricordo e la nostalgia, la storia dell’arte e la conoscenza del paesaggio rappresentano spunti preziosi per lavorare con i propri alunni al di là del 10 Febbraio – prosegue la professoressa Depetroni – Il contesto storico è certamente importante, ma per i ragazzi è più semplice immedesimarsi nella situazione dell’italianità adriatica attraverso altri aspetti. E la storia stessa può cogliere riferimenti d’attualità, ad esempio nell’80° anniversario del 2 giugno 1946 si può lavorare sul fatto che gli italiani della Venezia Giulia, di Fiume e di Zara non abbiano partecipato al referendum istituzionale. La lezione frontale rimane basilare per gli studenti dell’ultimo anno delle superiori, mentre bisogna costruire un apparato multimediale a base di immagini e di testimonianze per gli alunni più piccoli».
Entrando nello specifico delle attività svolte quest’anno, «è stato importante assistere al conferimento dei Premi Micheletti, rendendosi conto che una figura esemplare calata nella storia di Vergarolla rappresenta un modello per le nuove generazioni di medici e chirurghi, la visita al MEDIF ed al Quartiere Giuliano-Dalmata sono stati due momenti di approccio alla storia complementari. La Scuola estiva rappresenta veramente una delle occasioni formative più importanti realizzate dal Ministero con noi – conclude la Depetroni – Si tratta di una full immersion nell’approfondimento ed ogni anno anch’io imparo qualcosa di nuovo. Stiamo già lavorando affinché la VII edizione si svolga a Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027, ove c’è una storia di insediamento di esuli adriatici, avremmo il supporto di un Comitato provinciale dell’ANVGD vivace e sarebbe agevole svolgere esperienze didattiche visitando i luoghi della storia della frontiera adriatica, come il Magazzino 18, la Foiba di Basovizza ed il Sacrario di Redipuglia. Voglio infine ringraziare la dottoressa Spezzano, che lavora tutto l’anno per questa Scuola e per tutte le altre attività del Tavolo. Basti pensare che adesso sono aperti i bandi per i Viaggi del Ricordo finanziati dal MIM». [LS]
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