Le tombe italiane del cimitero di Zara
Il 13 aprile scorso, prima di partecipare alla cerimonia d’inaugurazione della Comunità degli italiani “Girolamo Luxardo” – o, più precisamente, al suo insediamento negli spazi che l’Unione italiana possiede all’interno di Palazzo Borelli, nel centro storico di Zara – l’ambasciatore d’Italia in Croazia, Paolo Trichilo, ha visitato il cimitero cittadino insieme al Presidente onorario dell’Associazione Dalmati Italiani nel Mondo ed esule zaratino Antonio Concina.
A illustrare la storia del sito sono state le funzionarie della Sezione zaratina dell’Istituto per la tutela dei beni culturali, operante presso il Ministero croato della Cultura e dei Media, Damira Tolić e Sofija Sorić. Nel corso della visita, all’ambasciatore è stata presentata la storia del cimitero – che dal 1973 è sotto tutela per il suo valore architettonico e storico, status che gli è stato confermato nel 2003, mentre nel 2015 è stato accolto nell’Associazione dei cimiteri significativi in Europa/ASCE –, arricchita da curiosità e aneddoti legati ai principali monumenti presenti al suo interno, tra cui i resti dell’acquedotto di Traiano.
Trichilo è stato inoltre informato dei rapporti tra il Madrinato Dalmatico e la Nasadi, la municipalizzata zaratina che gestisce i cimiteri e le aree verdi cittadine, nonché del coinvolgimento di botteghe di restauro e scalpellini italiani nel recupero delle tombe.
Il servizio del periodico italofono Panorama:
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