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Atti di dedizione a Venezia delle città dell’Adriatico orientale

Atti di dedizione a Venezia delle città dell’Adriatico orientale

Autore: Rachele Denon Poggi
Anno di pubblicazione: 2009
Casa editrice: ondazione Scientifico Culturale RUSTIA TRAINE - Trieste

Questo volume è la pubblicazione di una ricca e completa documentazione sugli Atti di Dedizioni delle città dalmate e di quelle del Quarnero e della Venezia Giulia, che comprendeva anche l’intera Istria, dimostrando chiaramente la funzione che Venezia svolse nell’Adriatico nel tardo medioevo e nell’evo moderno a salvaguardia dell’antica cultura illirico-romana della “Nazione dalmata” che diventerà poi latino-veneta. Nei documenti riprodotti appare di tutta evidenza che il fenomeno della pirateria non fu un fatto precario e, anzi costituì il fulcro della strategia politica attuata dalle popolazioni slave dell’interno per condizionare l’esistenza stessa delle città dalmate e della Venezia Giulia, che non erano in grado di occupare, ma di colpire nei traffici marittimi che costituivano allora l’unico strumento di contatto economico e culturale con la Penisola. Infatti, soprattutto in Dalmazia mancavano allora totalmente strade e collegamenti terrestri. Va anche detto che la pirateria, che nell’immaginario collettivo salariano sarebbe un fenomeno romantico legato a singoli pittoreschi personaggi fu invece, nell’Adriatico il perno della strategia politica degli imperi continentali e fu appoggiata del d’Ungheria, dai brevi regni di Croazia e di Serbia e dai feudatari germanici del Sacro Romano Impero divenuto poi Impero austro-ungarico.
Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente e l’affievolimento del potere dell’Impero romano d’Oriente, che cesserà di esistere nel 1453, sarà la Serenissima a farsi carico di garantire la libertà dai vincoli feudali e dall’imposizioni finanziarie, politiche e culturali germaniche che gravano sulle popolazioni dell’Adriatico orientale.
Questo lavoro testimonia e documenta la lungimirante azione veneta che non è certo sminuita dagli inevitabili contrasti che sorgono sempre in sede di ripartizione dei pesanti oneri che una comune difesa armata comporta.

Rachele Denon Poggi nasce a Trieste il 4 maggio 1966, si laurea nella facoltà di Economia e Commercio di questa città ed opera nel settore fiscale e commerciale. E’ segretaria della Redazione del periodico “Il Dalmata” fin dalla sua rifondazione e dal 1998 è segretaria amministrativa del CdA della Fondazione Rustia Traine di Trieste e segretaria generale della Delegazione di Trieste del Libero Comune di Zara in Esilio – Dalmati italiani nel Mondo, di cui è anche consigliere e Assessore agli Esteri dal 2006. Fa parte dei Dalmati della terza generazione e le sue radici risalgono alla nonna spalatina Aurora-Danica Paic. Collabora al sito www.dalmaziaeu.it e mantiene i rapporti via Internet con i Dalmati sparsi in tutto il mondo, nonché con i cui cultori di storia e delle tradizioni dalmatiche.
Ha pubblicato per la Fondazione Rustia Traine nel 2007 “Dalmati italiani autoctoni, eredi delle popolazioni liriche, romane e venete” nel quale riporta un’ampia documentazione sui censimenti effettuati dalla Serenissima in tutta la Dalmazia.

Pagine: 332