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Dal Piave a Trieste

Dal Piave a Trieste

Autore: Antonio Sema (consulente per l'edizione)
Anno di pubblicazione: 1988
Casa editrice: Edizione della Laguna- Trieste

Un’opera, un’album che ricorda gli ultimi momenti di guerra e i giorni della redenzione attraverso fotografie, documenti tra i più vivi e toccanti, e in tal modo si valorizza l’archivio che attiva la comunicazione con il passato. La scelta è stata operata da Antonio Sema che ha recuperato tra molte proposte possibili del materiale inedito.
Il Museo del Risorgimento ha una sezione “Guerra ’15-“18” con un archivio che comprende 1600 fotografie. Ne sono state selezionate 15 da un fondo “Sezione Fotocinematografica del R. Esercito Italiano”.
Sono opera di fotografi locali le foto del 3 e 4 novembre e della serie “Trieste Redenta” e sono state tratte da una sezione dell’Archivio molto ampia dal titolo “Politiche”. A sostenere la ricerca e ad organizzare il reperimento del materiale sono stati Giorgio Comar e Ondina Ninino Mazzoli.
In un’ottica tra la microstoria e la cronaca, l’esame dei registri d’entrata con la lettura della cronaca del Museo dell’ultimo anno di guerra e di quelli immediatamente successivi alla Vittoria, ci permette di ricostruire il clima e gli orientamenti della città.
Fotografie e stampati del 1918 sono dolorosamente significativi perchè sono relativi alle razioni di cibo distribuite alla popolazione, come si sa, ridotta alla fame. Nell’estate del 1919 invece, gli studi fotografici triestini sembrano fare una gara per depositare le loro opera al Museo entrando così nella storia cittadina. Alcuni nomi: Arnaldo Polacco, G. Furlani, i Fratelli Avanzo, Umberto Konad, G. Padovani, Socrate Gherlanz, Arnaldo Polacco ed altri ancora.
Nello stesso momento si registra la prima accessione di documenti di combattenti: il tenete Cesare Nordico porta al Museo la foto sua e del fratello Fabio, caduto sulla Bainsizza. Da segnalare che nel febbraio del 1920, la madre del Caduto Guido Corsi offre sei foto con vedute di trincea e sono le uniche prese da un combattente. L’architetto Arduino Berlam (1928) ha donato una ricca raccolta di foto del fronte italiano, del 4 novembre 1918 in Piazza Unità e un cospicuo numero di cartoline di propaganda, italiane, alleate, tedesche.
Grazie al lavoro di raccolta del materiale fotografico per questo album si è fatta anche una piccola recensione sugli studi fotografici attivi in quei giorni e sulla disponibilità e sensibilità dei cittadini nel mettere a disposizione di tutti le testimonianze di ciascuno.
Accanto alle immagini che esprimono forza particolare della trincea e della battaglia, troviamo quelle che portano i momenti storici del 3 e 4 novembre. Altrettanta forza di comunicazione ci trasmettono le “foto d’arte” in cui il soldato italiano e la città si scoprono a vicenda. Ma, tra le altre cose, l’obiettivo ci fa trovare lo stupore dello sguardo che spazia sulla distesa del golfo, la perplessità dell’alpino di fronte al carretto dei frutti di mare, i nostrani “mussoli”. Troviamo così anche un nuovo mondo ed una società che sono pronte a rinnovarsi.

Nadia Giugno Signorelli

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