L’impegno di Governo e CLN dell’Istria per il nuovo confine orientale
Nell’ambito delle iniziative svolte in concomitanza con il Giorno del Ricordo 2026, l’Associazione delle Comunità Istriane ha svolto nella propria sede a Trieste la tavola rotonda “L’attività svolta dal governo italiano e dal CNL dell’Istria per riuscire a conservare alla sovranità italiana almeno l’Istria occidentale”.
Coordinata dal presidente del sodalizio Giorgio Tessarolo con la partecipazione degli storici Roberto Spazzali, Kristjan Knez e Lorenzo Salimbeni, l’iniziativa ha avuto come argomento di partenza l’imminente anniversario della visita nella Venezia Giulia da parte della Commissione Interalleata nel marzo 1946 al fine di valutare sul campo la situazione etnica al fine di addivenire in sede ad un nuovo confine italo-jugoslavo rispettoso delle appartenenza nazionali. Il confine licenziato dal Trattato di pace del 10 febbraio 1947 tenne in considerazione soprattutto ragionamenti politici e di equilibrio fra potenze ormai invischiate nella Guerra fredda e la prima vittima ne fu la popolazione italiana autoctona dell’Adriatico orientale, che al 90% optò per l’esodo piuttosto di vivere sotto la dominazione della Jugoslavia comunista di Tito.
La conferenza può essere vista sulla pagina Facebook dell’Associazione delle Comunità Istriane:
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