Il mare Adriatico, lago di Venezia
La Serenissima garantì quella convivenza etnica demolita dal divide et impera asburgico
I primi a provarci furono i più ferventi sostenitori del Regno dei Serbi, Sloveni e Croati sorto al termine della Prima Guerra Mondiale, nel corso della Seconda Guerra Mondiale si cimentarono gli ustaša prima e in seguito i nazionalisti croati che si erano infiltrati nell’Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia di Tito, venne infine il turno degli ultra-nazionalisti della Croazia indipendente negli anni Novanta: durante il secolo breve ci hanno provato davvero in tanti a scalpellarli o a farli saltare in aria, ma i leoni alati della Repubblica di Venezia scolpiti resistettero e...
Il Villaggio San Marco a Carpi degli esuli da Istria e Dalmazia
MODENA – Il Villaggio San Marco, allestito nel 1954 all’interno del campo di Fossoli di Carpi, ospitò 250 famiglie italiane provenienti da Istria e Dalmazia, alcune di queste vi rimasero per 16 anni.
Le testimonianze, i ricordi, le analisi storiche di questa vicenda sono state raccolte ora in un volume, scaturito dal convegno nazionale che si svolse a Carpi nel 2013 in occasione dei 60 anni del villaggio.
La produzione editoriale, curata da Luigi Vallini, è promossa dall’associazione Venezia Giulia e Dalmazia in collaborazione con Comune e Provincia di Modena e Comune di Carpi.
Nel corso della presentazione alla stampa del volume Gian Carlo Muzzarelli, presidente della...
FederEsuli sostiene un’Unione Italiana unitaria ed autorevole
Convocato dal Presidente Antonio Ballarin, sabato 3 marzo a Mestre (Venezia) si è riunito l’Esecutivo della Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati.
Assente il presidente per ragioni di salute, l’incontro è stato presieduto da Renzo Codarin, Presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e si è svolto alla presenza dei presidenti delle associazioni federate: David Di Paoli Paulovich per l’Associazione delle Comunità Istriane, Guido Brazzoduro per Fiumani Italiani nel mondo –Libero Comune di Fiume in esilio, Tito Sidari, per il Libero Comune di Pola in esilio e Franco Luxardo per i Dalmati Italiani nel mondo...
Quarantotti Gambini e la primavera triestina che non è mai passata
Mondadori ripubblica il testo esaurito da tempo sui giorni tesi e confusi tra l’aprile e il giugno 1945
«Sempre il solito difetto degli italiani: scambiare per essenziali le cose che fanno più colpo e che in realtà sono marginali o superflue». Pier Antonio Quarantotti Gambini fotografa così la situazione italiana il 29 aprile 1945, quando arriva la notizia che Mussolini è stato impiccato. E aggiunge: «Gli italiani che hanno ucciso Claretta, non si accorgono che l’ala della storia batte sulle Alpi Giulie». Parole che risuonano con lancinante attualità oggi che la scena politica italiana ed europea è attraversata da scosse sempre più minacciose e si ha...
Alfano ricorda la tragedia di Arsia: 185 minatori italiani morti
Il ministro degli Esteri Angelino Alfano ha ricordato attraverso una nota diffusa dalla Farnesina la tragedia di Arsia, in Istria, avvenuta il 28 febbraio 1940. Un dramma nel quale hanno perso la vita 185 minatori italiani, in quello che è ad oggi il più grave incidente sul lavoro dell’intera storia nazionale.
“Rivolgo il mio più sentito ringraziamento a tutti gli italiani all’estero – ha sottolineato Alfano – per l’impegno, la serietà e la passione con la quale svolgono quotidianamente la propria attività lavorativa, a volte in condizioni avverse e anche fino al supremo sacrificio, contribuendo così a consolidare l’immagine dell’Italia nel mondo...
Il silenzio dei vivi
Pubblichiamo questa bellissima poesia scritta dal nostro socio Giorgio Valdes di Sestu (CA)
Il silenzio dei vivi
Sono chini gli sguardi
e le ferite sanguinano
sul prato di margherite
e sugli stivali degli aguzzini.
Pochi istanti ancora
per sperare di morire
con la carezza del sole e del vento
affidando l’ultimo respiro
agli oleandri in fiore.
Ma l’inghiottitoio è vicino,
in esso il buio è denso
come lava d’orrore.
Pietà implorano i vinti
con una pallottola dritta nel cuore.
Ma solo un colpo v’è nella pistola,
al primo della fila è destinato.
Egli sarà il peso arreso e muto
trascinatore del treno d’uomini
verso l’abisso di rocce...
Le persecuzioni dei preti nell’Istria di Tito
Il volume di Pietro Zovatto ricorda modalità e vittime della politica antireligiosa jugoslava
ella storia del confine orientale italiano il fattore religioso ed i sacerdoti hanno svolto spesso un ruolo di prima fila. A partire dal tardo Ottocento, allorché il clero slavo dell’entroterra goriziano, triestino ed istriano si adoperò per consolidare la coscienza nazionale slovena e croata: si trattava di quelle che Engels definì “nazioni senza storia”, ma in tale contesto prendevano forma per contrapposizione al sempre più vigoroso irredentismo italiano e sotto la protezione delle autorità del cattolicissimo impero austro-ungarico. L’Imperatore Francesco Giuseppe,...
Italiani di Dalmazia: dall’unità d’Italia alla disintegrazione della Jugoslavia
Affrontare la questione della Dalmazia nelle relazioni italo-jugoslave, e in genere laquestione adriatica, è obbligo civile nella ricorrenza del «Giorno del ricordo del 10 febbraio». Farlo significa, però, cimentarsi con quello che è forse il campo d’indagine più controverso e spinoso posto all’attenzione dello storico della politica estera italiana. Infatti, significa porsi costantemente la domanda su quanto sia stata imperialista, nazionalista ed espansionista quella politica dopo l’unità e fino al 1943, non nascondendosi anche che tracce di tale imperialismo siano continuate a sopravvivere nel secondo dopoguerra.
Luciano Monzali, tuttavia, non elude la sfida...
Come strumentalizzare gli esuli istriani, fiumani e dalmati in campagna elettorale
Le associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati hanno da sempre cercato di mantenere un rapporto di collaborazione e di confronto costruttivo con le amministrazioni pubbliche nazionali e locali, anche se non sono mancati tentativi di strumentalizzare e di politicizzare le tragiche vicende delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. L’associazionismo della diaspora ha tuttavia voluto mantenersi al di sopra delle parti, anche se suoi esponenti hanno partecipato in prima persona e nei diversi schieramenti alla vita politica nazionale e locale, a testimonianza dell’avvenuto inserimento del popolo dell’esodo nel tessuto sociale nazionale.
Risulta quindi al di fuori di questo...
Foibe, il coraggio di chi denunciò i crimini
Caro Avvenire,
sono la nipote del maresciallo Arnaldo Harzarich, il capo dei Vigili del Fuoco di Pola che dal 1943 in Istria guidò le squadre al recupero delle salme degli italiani dalle Foibe, e per questo Medaglia d’oro al Valor Civile. Leggendo l’interessante articolo di Lucia Bellaspiga del 6 gennaio 2018, con l’intervista all’ultimo testimone oculare dello sterminio nelle Foibe, il signor Giuseppe Comand di Latisana (Udine), mi sono passati per la mente, “in corsa” come in un film, i drammatici momenti vissuti da me, allora quattordicenne. Ricordo come fosse ora che lo zio Arnaldo veniva ogni sera a dare un saluto alla mamma. Un giorno però venne mia nonna a casa mia,...
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