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May 20th, 2026
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Prigionieri Italiani E1778102421173

Omaggio ai caduti fiumani del maggio 1945

L’eccidio degli autonomisti fiumani del maggio 1945 (noto anche come la “purga degli autonomisti”), fu uno dei fattori che determinarono l’esodo da Fiume di quasi 40mila persone. Si trattò di un’eliminazione sistematica condotta dall’OZNA, la polizia segreta jugoslava, volta a decapitare la classe dirigente locale che avrebbe potuto opporsi all’annessione della città alla Jugoslavia rivendicando uno “Stato Libero” o un’ampia autonomia, visto il ricco passato alle spalle.

Tra le vittime anche Mario Blasich: medico e figura storica dell’autonomismo, ucciso brutalmente nella sua casa nonostante fosse gravemente malato. Nevio Skull: imprenditore e rappresentante del Movimento Autonomo, il suo corpo fu ritrovato nel fiume Eneo giorni dopo la scomparsa. Giuseppe Sincich: altro esponente di spicco del movimento autonomista.

Il figlio di Sincich, medico, esule con la famiglia a Genova, per tutta la vita fece testimonianza della tragica fine del padre, custodiva con reverenza la sua camicia insanguinata. Già dalle prime ore e nella notte del 4 maggio, l’OZNA avviò gli arresti mirati. Obiettivo politico: gli autonomisti erano considerati “nemici del popolo” non perché fascisti (anzi, molti erano stati perseguitati dal fascismo), ma perché la loro popolarità tra i cittadini ostacolava i piani espansionistici jugoslavi. Modalità delle esecuzioni: molte vittime furono prelevate dalle proprie abitazioni durante il coprifuoco, fucilate senza processo o fatte sparire. Alcuni cadaveri furono esposti per le strade per terrorizzare la popolazione e soffocare ogni rivendicazione di italianità.

Le famiglie hanno atteso per decenni un cenno di conforto che ora arriva inaspettato attraverso i simboli, l’esposizione della bandiera fiumana davanti al monumento delle vittime della guerra, anche dei numerosi antifascisti italiani come i fratelli Duiz, Mario Gennaio ed altri, e l’omaggio al Cimitero monumentale di Cosala, degli esponenti della Regione di Fiume, del Comune tramite i rappresentanti della minoranza in Consiglio comunale, dell’Associazione Stato Libero di Fiume e della Comunità degli Italiani di Fiume.

A solo qualche giorno dall’aver festeggiato per la notizia del Dialetto fiumano riconosciuto come bene immateriale della cultura dal Ministero della Croazia, l’aver aperto ad una manifestazione in onore dei caduti, anche italiani, del maggio 1945, suscita incredulità ed emozione, come se il velo del silenzio stesse scomparendo davvero.

Da Fiume giungono le istantanee che lo confermano ma c’è attesa di sentire i commenti e le sensazioni dei protagonisti di queste giornate. E’ un vento di verità che muta l’evolversi della storia, non più con un unico giudizio, ma plurima, complessa, ancora da sviscerare per farla riconoscere e conoscere. Ma è un inizio, ed è importante.

“L’Associazione Fiumani Italiani nel Mondo – dichiara il suo Presidente, Franco Papetti – ha seguito a passo a passo queste vicende, sia del dialetto ed ora le cerimonie nel ricordo dei caduti del maggio 1945. Ci stringiamo al cordoglio delle famiglie, mai sopito, convinti che una società libera debba fare i conti con i misfatti del passato per poter evolvere. Solo la verità per quanto dolorosa e terribile ci consente di poter superare il risentimento e fare in modo  che il passato non  condizioni il presente e il futuro.. Ci stringiamo al coraggio e alla resilienza della Comunità degli Italiani che ha vissuto in condizioni difficili mantenendo la lingua, la tradizione, la dignità della propria appartenenza, quella Fiumanità che tutti insieme intendiamo sostenere ed evolvere in ogni modo possibile: questo il nostro impegno ribadito da tempo e che ora si carica di significati inaspettati ma anche per questo estremamente importanti”.

Associazione Fiumani Italiani nel Mondo