Trasmettere ai giovani la storia della frontiera adriatica
Apertura dedicata a Fiume nella terza giornata della Bancarella. Salone del libro dell’Adriatico orientale in corso di svolgimento nella prestigiosa cornice della XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino. Dopo aver presentato la sera prima in collaborazione con il comitato provinciale di Torino dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia la pubblicazione di Massimo Superina Fiume al lavoro. Industrie, negozi e mestieri tra Ottocento e 1946 presso il Circolo Culturale Istriani Fiumani e Dalmati del capoluogo piemontese, l’Associazione Fiumani Italiani nel Mondo ha portato all’attenzione della rassegna libraria la pubblicazione a cura della giornalista e scrittrice Rosanna Turcinovich Fiume, città nuvola. Polvere dei nostri pensieri. Carteggio Gino Brazzoduro – Paolo Santarcangeli (1981-1984). Pubblicato dall’AFIM insieme alla Comunità degli Italiani di Fiume, il rapporto epistolare tra i due grandi intellettuali fiumani in esilio rappresenta una riflessione sull’identità fiumana e sulle conseguenze dell’urbicidio che si scatenò dal 3 maggio 1945 in poi.
In tale occasione la curatrice dell’opera, la quale è direttore del bimestrale associativo La Voce di Fiume, ha anche illustrato più ampiamente la produzione editoriale dell’AFIM e la sempre più stretta collaborazione con le istituzioni della città madre. Nel contesto della capitale del Carnaro, inoltre, Papetti è stato particolarmente lieto di ribadire che «il dialetto fiumano è stato riconosciuto come bene culturale immateriale della Repubblica di Croazia. Quando la sindaca lo ha annunciato in consiglio comunale esprimendosi proprio in dialetto, c’è stato un applauso corale. È un riconoscimento importantissimo per l’aspetto linguistico dell’identità italiana di Fiume».
Le collaborazioni transfrontaliere riguardano pure l’ambito scolastico, anche su iniziativa degli esuli giuliano-dalmati e dei loro discendenti che si sono riuniti dell’associazione Mailing List Histria, che promuove un concorso letterario rivolto agli studenti delle scuole con lingua d’insegnamento italiana in Istria e più in generale nell’Adriatico orientale fino in Montenegro. L’esule rovignese Eufemia Giuliana Budicin ha ripercorso la storia del sodalizio, mentre l’esule di terza generazione Giulia Cnapich ha riferito del crescente entusiasmo che ha accompagnato il concorso dopo che «all’inizio temevamo di fare un buco nell’acqua, ma bene presto soprattutto la sezione intitolata “I nostri veci ne racconta” ha stimolato un passaggio di testimonianze, ricordi e riflessioni ai giovanissimi che ha rinforzato l’identità della comunità italiana autoctona».
Nelle scuole italiane, invece, ci sono l’attività formativa per i docenti ed il Concorso Giorno del Ricordo rivolto agli studenti promossi dal Tavolo di lavoro Ministero dell’Istruzione e del Merito – Associazioni degli Esuli istriani fiumani e dalmati, i cui progressi sono stati illustrati con orgoglio dalla dottoressa Caterina Spezzano (dirigente del MIM). La professoressa Maria Elena Depetroni, rappresentante dell’ANVGD al Tavolo, ha invece presentato più ampiamente scopi e finalità del concorso, «di carattere ampiamente inclusivo, il cui titolo viene di anno in anno collegato ad un anniversario o ad un aspetto peculiare della storia e della cultura dell’italianità nell’Adriatico orientale e poi declinato in maniera tale da consentire a studenti, dalla scuola primaria ai maturandi, di venire coinvolti in maniera consapevole». Le premiazioni per l’anno scolastico 2025-’26 si sono svolte a latere della cerimonia istituzionale del 10 Febbraio avvenuta alla Camera dei Deputati. Una delle classi vincitrici proveniva dall’Istituto Comprensivo Leonardo Da Vinci di Roma ed era presente a questo panel con una delegazione di docenti e studenti che hanno con orgoglio presentato i propri elaborati.
Primo appuntamento pomeridiano la presentazione dell’opera collettanea promossa dall’ANVGD Identità oltre i confini. Generazioni a confronto per una nuova frontiera adriatica (Baldini+Castoldi, Milano 2026), che ha visto alternarsi al tavolo dei relatori non solo alcuni degli autori del libro, ma anche il Vicepresidente della Regione Piemonte, Maurizio Marrone, il quale ha colto la coincidenza che un programma dedicato agli studenti piemontesi, in cui non mancano riferimenti alla storia del confine orientale italiano, ha il medesimo nome del titolo del libro. Pluralità di voci, di impressioni e di esperienze che concorrono a definire una storia ed un’identità: è questo lo spirito del libro nato come prosecuzione di un convegno per addetti ai lavori coordinato da Mauro Manca (direttore dell’Ecomuseo Egea di Fertilia e grande operatore culturale) svoltosi nella cornice di Nova Gorica Capitale europea della Cultura 2025 insieme a Nova Gorica.
«In quest’opera ci sono gli interventi di esuli che hanno vissuto in prima persona la storia della frontiera adriatica, figli di esuli che hanno portato avanti una testimonianza ed una consapevolezza, giovani dirigenti della Comunità Nazionale Italiana in Istria e due professionisti che hanno scoperto solo in tempi recenti la drammatica complessità di queste vicende, l’hanno conosciuta a fondo e sostengono la necessità di farla conoscere» ha quindi specificato il professor Davide Rossi (Università di Trieste). Autore della Prefazione del volume è il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna, figlio di esuli istriani e dirigente di lungo corso dell’ANVGD, il quale ha difeso con passione il lavoro che svolge sia come amministratore sia come rappresentante degli esuli adriatici, per addivenire non ad una memoria condivisa, ma alla conoscenza e al rispetto delle memorie che si confrontano nell’Adriatico orientale: «Dove c’era il muro che divideva Gorizia in seguito al Trattato di Pace del 10 febbraio 1947, adesso c’è di nuovo una piazza in cui si circola liberamente, anche se da una parte è intitolata all’Europa e dall’altra alla ferrovia Transalpina: ognuno ha la sua prospettiva, l’interlocutore la riconosce e la rispetta».
La professoressa Maria Elena Depetroni ha ribadito l’importanza del lavoro svolto dal Tavolo di lavoro Ministero dell’Istruzione e del Merito – Associazioni degli Esuli istriani fiumani e dalmati, ove lei rappresenta l’ANVGD, venendo confortata dall’intervento di uno studente presente nel folto pubblico che ha dimostrato l’interesse e la curiosità che i giovani hanno verso queste pagine di storia finalmente tornate di pubblico dominio. Analogamente Lorenzo Salimbeni (Responsabile comunicazione FederEsuli) ha insistito sull’importanza di operare nel mondo della scuola ed ha ricordato i progetti multimediali che vanno a ricostruire una “Venezia Giulia virtuale” in cui ricostruire quel che opposti nazionalismi e totalitarismi hanno distrutto.
L’istituzione del Giorno del Ricordo è stato il primo decisivo passo per giungere a questi risultati ed alcune Regioni in particolare hanno cercato di declinare nell’ambito delle loro potestà lo spirito della Legge 92/2004: il professor Rossi, il quale è anche vicepresidente di FederEsuli, ha quindi coordinato una tavola rotonda in cui si sono espressi al riguardo il già ricordato assessore piemontese Marrone, il Vicepresidente e assessore alla Cultura della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia Mario Anzil e l’assessore al Bilancio della Regione Liguria Claudia Morich, discendente di esuli dalmati.
Marrone ha ricordato che, oltre al lavoro svolto con centinaia di amministrazioni comunali per promuovere il Ricordo, ha promosso una legge che ha consentito anche ai figli e nipoti degli esuli di poter avere punteggi preferenziali per l’edilizia popolare piemontese realizzata nei quartieri di insediamento della comunità giuliano-dalmata in esilio.
Con grande passione l’assessore Morich ha quindi ricordato che la Liguria è stata tra le prime regioni a promuovere un concorso dedicato alle scuole con il premio di un viaggio nelle terre del confine orientale: «È nostra intenzione reperire le risorse per allungare la durata del viaggio e consentire ai ragazzi di giungere fino a Zara. Dobbiamo però anche preparare adeguatamente le guide turistiche, perchè, accompagnando la scolaresca di quest’anno, ho dovuto replicare ad una spiegazione delle foibe dai toni quasi negazionisti».
Anzil ha ricordato che il FVG sostiene regolarmente l’attività delle associazioni degli esuli adriatici con sede nel territorio regionale, specificando che vengono inoltre promossi bandi di finanziamento supplementari legate a particolari ricorrenze: quest’anni ad esempio vengono finanziati progetti dedicati all’80° anniversario della strage di Vergarolla, avvenuta il 18 agosto 1946 a Pola: «È stata la prima strage della storia dell’Italia repubblicana, è ancora quella con più vittime ed è però la meno conosciuta».
L’italianità adriatica però è una presenza autoctona radicata nei secoli e quindi l’Associazione delle Comunità Istriane ha promosso una serie di documentari dedicati all’arte e al territorio dell’Istria: il vicepresidente Fabio Tognoni ha concluso la giornata della Bancarella illustrando assieme a Roberta Vlahov (addetto stampa dell’associazione e di FederEsuli) i contenuti di alto valore del documentario di Marco Tessarolo La danza macabra negli affreschi istriani, che può essere visto sul canale YouTube del sodalizio triestino:
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