Centro di Documentazione Multimediale della Cultura Giuliana Istriana Fiumana Dalmata
July 15th, 2019
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Il ritorno alla terra secondo il Corcolo istria

Dorigo

Autore: Rosanna Turcinovich Giuricin

Che cos’hanno in comune la Società delle api, il Paesaggio, la Costituzione repubblicana? E’ “l’idea” di un’associazione come il Circolo Istria che ha proposto ieri pomeriggio a Muggia un manifesto ed un appello. Il primo suggerito dagli interventi degli oratori Livio Dorigo, Biagio Marinino, Augusto De Bernardi, Gaetano Bencic e Grabriella Zanini. Il secondo riassunto in alcuni slogan RICONTADINIZIAMO LA SOCIETÀ, TUTELIAMO IL BENE COMUNE, DIAMO VITA ALLA NOSTRA COSTITUZIONE REPUBBLICANA: TUTELA IL PAESAGGIO E LA SALUTE FISICA E MENTALE DEI CITTADINI.
L’argomento non è nuovo, rappresenta solo una delle tappe del dibattito che il Circolo Istria cerca di focalizzare da anni coinvolgendo  nello stesso specialisti e pensatori in grado di proporre una nuova filosofia del territorio. Così ieri sono scesi in campo per parlare del Paesaggio nei suoi aspetti estetici ma soprattutto etici ed esistenziali, la cui tutela, sancita dalla Carta costituzionale, “esige la nostra massima partecipazione”.
L’idea complessiva è stata “visualizzata” in due immagini proposte da Livio Dorigo che, prima dell’inizio dell’incontro, ha voluto spiegarle al nostro giornale.
II vostro incontro si apre con la presentazione di due paesaggi, che cosa rappresentano?
“Sono due immagini che si completano. La prima d’ispirazione artistica, l’altra documentaristica che portano ad una importante sintesi. La prima presenta un paesaggio alpino in cui spicca un erto colle ammantato da un prato di tarassaco in piena fioritura, alle spalle un monte con sulla sommità un campanile aguzzo, dà slancio a tutto il quadro. L’opera che ha ottenuto il primo premio all’ultimo concorso di “Apimondia” – appuntamento mondiale degli apicoltori – è stata realizzata dal vice presidente degli apicoltori sloveni Frane Svic . L’autore ha impiegato decine di ore per inquadrare l’immagine alla ricerca della giusta luce e dello scatto perfetto, ma sopratutto con l’intento di portare in primo piano la parte fondamentale della composizione: l’ape che bottinando si unisce ad un fiore. Qui l’aspetto estetico lascia il posto a quello etico entrando nel paesaggio. Il fiore attira con i colori e profumi l’insetto, gli offre nettare e polline, l’ape volando da fiore in fiore trasportando il polline li feconda, garantendo così il perpetuarsi della vita di gran parte delle essenze vegetali”.
Molto poetico, a che cosa ci conduce?
“Alla seconda immagine, un prato in cui si notano gli animali hanno pascolato. Che suggerisce però anche ciò che non si vede: lombrichi, radici, enzimi, batteri, insetti in un equilibrio armonico insospettabile che sostengono, alimentano le piante che comunicano ed interagiscono tra di loro attraverso segnali odorosi ed aromatici. Insieme liberano ossigeno nell’ aria sovrastante ed assorbono anidride carbonica fissando azoto atmosferico e l’acqua onnipresente. Una complementarietà e sussidiarietà e partecipazione assoluta tra tutte le espressioni in un unico contesto: è la vita”.
Ad un certo punto la sintesi, quale?
“Ampliando lo sguardo l’immagine s’allarga comprendendo il paesaggio composto da un gregge di capre e pecore tributarie che dipendono dal pascolo al quale donano prezioso concime. In mezzo a loro, un bambino, rappresentante del genere umano in senso lato, compreso il suo futuro. Ma la poesia scompare proprio di fronte a quest’ultima visione, il bambino ha un atteggiamento di distacco, d’isolamento, quasi di estranietà.E allora sorge la domanda…”.
Quale?
“Perché e per quale ragione nella specie umana (sin dal suo differenziarsi dal suo più prossimo parente pelos) si sono determinate in ambito sociale scale gerarchiche e strutture verticistiche dominati, spesso impedendo l’esercizio di quella partecipazione corale che è l’espressione armonica della vita? Una domanda che a questo incerto momento del nostro percorso evolutivo deve suscitare serie riflessioni. Forse dovremmo provare a vivere il paesaggio di cui siamo parte. Altrimenti continueremo ad allontanarci diventando degli estranei che lo feriscono e lo violentano senza renderci conto che feriamo e violentiamo noi stessi. Da qui l’appello contenuto nel manifesto che propone un ritorno alla natura”.
Il dibattito di ieri sera completa un ciclo di incontri aventi per oggetto il tema “Nelle pagine del Circolo il passato ed il futuro del nostro territorio”.
Rosanna Turcinovich Giuricin