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Civiltà contadina in Istria

Civiltà contadina in Istria

Autore: Franco COLOMBO, Livio DORIGO, Walter MACOVAZ, Franca MASELLI SCOTTI, Claudia PECILE, Roland MARINO, Vido VIVODA.
Anno di pubblicazione: 2005
Casa editrice: Circolo di cultura istro-veneta "ISTRIA

Prefazione

Alcuni anni or sono il Circolo di Cultura istro-veneta “Istria” in collaborazione con l’Università Popolare di Trieste ha allestito una mostra intitolata: “Sempre Istria: Civiltà contadina”, dedicata alle produzioni primarie: Agricoltura e Pesca nella penisola istriana e nelle isole del Quarnero. La mostra è stata presentata con grande successo a Muggia, Monfalcone, Duino-Aurisina, Pola ed in numerose cittadine istriane in occasione di manifestazioni culturali per far conoscere e diffondere la cultura e le tradizioni secolari legate alle attività agricole ed alla pesca della realtà istriana.
Utilizzando l’impianto della mostra, arricchito con testi originali di carattere storico e tecnico-scientifico, ma alleggerito con la presentazione di quadretti di vita agreste e significativa documentazione fotografica, con la presente pubblicazione, realizzata con il sostegno del Ministero per i Beni Culturali attraverso la Legge 72/2001 e la collaborazione di numerosi Autori specialisti in discipline diverse, ci si propone di documentare e far conoscere in modo organico alcuni aspetti della realtà socio-economica legati alla società contadina in Istria. Si tratta di aspetti salienti ma anche poco conosciuti o caduti nell’oblio, anche se ritornati oggi di grande attualità. Ne sono esempi la scomparsa delle risorse genetiche autoctone, pecora, bovino, capra, ape, vitigni, uliveti, alcune delle quali presenti in Istria già prima della conquista romana ed i relativi prodotti alimentari e della tradizione culinaria tipica locale; la transumanza delle pecore istriane dai Monti della Vena al mare attraverso i tratturi: “sentieri di civiltà”, regolata ancora oggi in Puglia ed Abruzzo ma anche in Spagna da leggi ispirate al Diritto Romano. Il bovino che viene presentato è il mitico bovino istriano, unica forza motrice con la quale nel tempo si sono coltivate le cave in Istria e sul Carso e con i cui prodotti si è realizzato l’Anfiteatro polese ed i monumenti le cui vestigia sono presenti su tutto il territorio istriano; è il bovino di razza podolica istriana oggi detto “boscarin” con il quale la Serenissima Repubblica, la Dominante, trasferiva il legname dalle foreste di Montana e dalla Contea del Leme verso i suoi lidi attraverso la tradizionale “caratada” per allestire le sue flotte. Sono molti i riferimenti all’ape istriana descritta da mons. Moscardin ai primi anni dell’800 ed ai suoi mieli. Diversi gli accenni ai tartufi di cui l’Istria è ancor oggi la più feconda produttrice ed alla bianchera, tipico, esclusivo ulivo istriano, e poi al refosco ed alla malvasia, alla festa della vendemmia e, prima ancora nell’anno, a quella della mietitura ed al sacrificio del porco con i suoi tipici prodotti istriani.
Viene presentata infine con grande rilievo la capra, una razza tipica dell’Istria ormai ridotta a reliquia genetica, i cui resti ossei, trovati in abbondanza presso Nesazio, antica capitale della penisola ed ora conservati al Museo di storia naturale di Vienna, testimoniano la sua diffusa presenza in Istria. Da sempre simbolo dell’Istria, le cui effigie bronzee ritrovate dal Kandler, prodotti dell’artigianato tarantino risalenti al V secolo a. C., testimoniano i rapporti esistenti tra le città degli Istri e la civiltà pugliese. Deificata dai romani, simbolo della penisola al tempo dei Franchi e poi della Repubblica Veneta, è ancora oggi simbolo sia dalle organizzazioni della Diaspora istriana che della Contea dell’Istria.
Si tratta di un viaggio nella storia poco conosciuta della penisola, meritevole d’esser documentata e diffusa.
Questo progetto oltre a rappresentare uno strumento utile alla conoscenza storica della condizione contadina in Istria raccoglie anche descrizioni tecnico-scientifiche della realtà agricola e scenette di vita campestre, intercalati a testi storici ad iniziare dal periodo dei castellieri attraverso il periodo della presenza romana, della dominazione bizantina, veneziana e poi asburgica per giungere quasi fino ai giorni nostri.
Non viene assolutamente trascurato un aspetto oggi raramente posto in risalto: quello della realtà socio-economica che nei secoli ha caratterizzato la realtà contadina in Istria e così bene descritta da monsignor Tommasini, Vescovo di Cittanova verso la metà del secolo XVII nei suoi “Commentari storico geografici della Provincia d’Istria” e successivamente da Giuseppina Martinuzzi.
Tale progetto, così come illustrato nella presente pubblicazione, non costituirà un fatto isolato, ma sarà anche sostegno e guida ai nostri impegni futuri.

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