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L’Istria nei miei ricordi

L’Istria nei miei ricordi

Autore: Antonio Mirković
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Venerdì 24 giugno nella sala gremita della Comunità degli Italiani di Pisino è stato presentato il libro del dottor Antonio Mirković L’Istria nei miei ricordi, edito dal Centro di Ricerche Storiche di Rovigno in coedizione con l’Università Popolare di Trieste e l’Unione Italiana tra le “Monografie – Extra serie I”. Il volume (stampato in 300 copie già esaurite) riunisce racconti autobiografici di questo 87enne medico connazionale, che da decenni sostiene e collabora con il CRSR. A prendere la parola durante la serata e ad esporre al pubblico i vari aspetti che rendono quest’opera di grande valore per tutta la Comunità Nazionale Italiana sono stati Gracijela Paulović, presidente della locale CI, Giovanni Radossi, direttore del CRSR, Maurizio Tremul, presidente della Giunta esecutiva dell’UI, e Fabrizio Somma, presidente dell’UPT. La serata è proseguita con l’esibizione del coro misto “Roženice”. Quindi l’autore ha presentato il suo ultimo volume, frutto di anni di lavoro e di raccolta di fatti non riportati nei libri di storia. Infine ha cantato ancora il coro “Roženice”. Riportiamo qui quasi per intero la prefazione del prof. Corrado Ghiraldo, che di Mirković fu paziente e poi amico. Antonio Mirković è nato il 6 giugno 1929 a Pola. Ha frequentato le scuole elementari a Pisino e così pure il Ginnasio e le prime classi liceali; chiuso nel 1946 il Ginnasio Liceo italiano di Pisino, nel settembre dello stesso anno si è iscritto nel nuovo, appena istituito, Ginnasio italiano di Rovigno, diretto dal prof. Antonio Borme. Nell’autunno del 1949 si è iscritto alla Facoltà di Medicina dell’Università di Zagabria dove si è laureato nel 1957 nella nuova, da poco inaugurata, sede distaccata della Facoltà di Medicina di Zagabria a Fiume. Concluso il tirocinio presso l’Ospedale civile di Pola, è stato inviato a svolgere la sua professione nel Dispensario medico di Pisino. Dopo due anni di lavoro nel distretto sanitario di questa città, ha continuato a svolgere la sua attività presso la Casa della Salute di Pola dove, nell’anno 1988, ha concluso la propria missione di medico. A Pola è stato per un lungo volger di anni membro del Circolo Italiano di Cultura (Comunità degli Italiani) della città in qualità di dirigente della sezione culturale; in quel lasso di tempo ha promosso la pubblicazione del periodico “El Clivo”, organo divulgativo che aveva il compito di interessare il maggior numero di connazionali alla presa di coscienza delle loro specifiche caratteristiche storico-culturali, essendo essi parte integrante dell’antica presenza della civiltà romanza in terra istriana. Per anni ha tenuto varie conferenze, arricchite con proiezioni di diapositive di carattere storico-paesaggistico relative alla regione istriana, in quasi tutte le sedi delle Comunità degli Italiani della regione, area quarnerina compresa. Saltuariamente ha collaborato con la rivista “Panorama” dell’Edit di Fiume. Nel 1983 ha partecipato al concorso Istria Nobilissima con il saggio intitolato I soprannomi di Valle d’Istria […]. Nel 2005 sugli “Atti” (vol. XXXV) del Centro di Ricerche Storiche di Rovigno è stato pubblicato un suo contributo sui giochi della gioventù vallese dal titolo Giochi raccolti a Valle d’Istria. Negli anni Sessanta del secolo scorso ha fattivamente contribuito alla riapertura della scuola italiana di Sissano, luogo dove due volte alla settimana, per tutto il periodo lavorativo trascorso a Pola, ha esercitato contemporaneamente il proprio impegno professionale nell’ambulatorio medico della località. Negli anni Novanta è stato membro dell’Assemblea cittadina di Pola e allo stesso tempo fece pure parte del Consiglio direttivo della Scuola professionale della stessa città. Dall’anno 2005 è membro dell’organo direttivo dell’Istituto di Sanità Pubblico della Regione Istriana. Il 12 aprile 2013, il Console Generale d’Italia a Fiume, Renato Cianfarani, ha consegnato al dottor Antonio Mirković l’onorificenza dell’Ordine della Stella d’Italia nel grado di Cavaliere, su decreto del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano. «Il dottor Antonio Mirković da oltre 50 anni svolge un’ininterrotta attività di promozione della cultura italiana e di sostegno alle locali Comunità degli Italiani. Inoltre, con impegno professionale disinteressato, profuso per ben 40 anni complessivi nella veste di medico di base, ha garantito a numerosissimi connazionali costante e sollecita assistenza medica. Il dottor Mirković ha sempre dimostrato grande disponibilità al dialogo ed è sempre stato pronto ad intervenire in aiuto delle famiglie italiane e per questo gode di grande stima e fiducia tra i nostri connazionali», recita la motivazione che accompagna l’attribuzione del riconoscimento. L’avere avuto per anni l’occasione e la possibilità di vivere e lavorare in diverse località della penisola istriana gli ha offerto anche l’opportunità di conoscere “in loco” il vero animo delle genti di questa terra. Con queste pagine l’autore ha inteso illustrare, senza magnificare o denigrare chicchessia, il susseguirsi nel tempo dei fattori che hanno contribuito a far conoscere le avite tradizioni della popolazione autoctona residente nella penisola istriana e con esse pure la sua particolare indole da sempre incline alla tolleranza nei confronti della diversità. Una tolleranza, però, non sempre apprezzata da chi non conosceva a fondo l’intimo carattere di queste genti. Per dar vita al suo intento, il dottor Mirković ha fatto riferimento agli eventi da lui vissuti in prima persona quando era ancora bambino e poi giovane medico, senza peraltro tralasciare di segnalare episodi descritti da altri, vissuti nello stesso periodo e nelle stesse località da lui frequentate nell’adempimento della sua professione / missione. L’insieme dei singoli brani di “storia” regionale raccolti in quest’opera diventa memoria scevra di ingerenze di parte e quindi utile e significativa per approfondire la conoscenza dell’ambiente divenuto, con il passare dei secoli e il sovrapporsi degli avvenimenti, crogiuolo delle genti istriane.

L’Arena di Pola, 1 agosto 2016

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