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Stefano Gradi

Gradi Stefano

Professione: Teologo, scienziato, letterato, traduttore, filosofo, storico, ambasciatore
Luogo: Dalmazia
Autore: f.s. Dalmazia

Stefano Gradi ( Ragusa, 1613 – Roma, 7 maggio 1683)

Nacque a Ragusa, nel 1613, da una nota famiglia patrizia, che contava nei propri avi, due illustri personaggi che avevano dato un apporto fondamentale alla cultura dalmatica: Giovanni (‘400-‘500) e Basilio (‘500).
Gradi intraprese studi letterari e filosofici, abbandonandoli ben presto per l’amore della cultura scientifica; pubblicò un saggio sul metodo nell’indagine logica, fisica e metafisica.

Nel 1653 fu insignito del titolo di ambasciatore della Repubblica di Ragusa in Vaticano, poco dopo venne promosso dalla Santa Sede a revisore dei libri, presso la Biblioteca Statale del Vaticano.
Per le sue composizioni in italiano e latino fu invitato a far parte dell’Accademia dell’Arcadia, congregata intorno a Cristina di Svevia.
I suoi campi d’interesse furono molto ampi: matematica, meteorologia e astronomia, dove seppe integrare ricerche teoretiche alle sperimentazioni pratiche.

Nel 1667 Ragusa subì un violentissimo terremoto: Stefano riuscì ad ottenere da ogni parte d’Europa generosi aiuti, in mezzi e artifici, e li fece mandare alla sua Ragusa; atto per cui venne proclamato “Padre della Patria Risorta”.
Per le sue note abilità diplomatiche fu incaricato dal governo di Ragusa di chiedere aiuto a Luigi XIV contro le minacce di Carà Mustafà. La missione finì male per le ingerenze dei Gesuiti che lo accusarono di perseguire fini segreti, mentre la vera motivazione del loro accanimento era dovuta a semplici controversie teologiche.
Andò meglio però un’altra ambasceria, presso il Doge, per rivolvere la lite tra Veneziani e Ragusei, scoppiata intorno al monopolio sulla vendita del sale.

Morì a Roma il 7 maggio 1683: lo ricordiamo come teologo, scienziato, letterato, traduttore, filosofo, storico, ambasciatore, la cui eredità bibliografica conta circa novanta opere.

Opere

Opus chronicarum d. Antonini, 3 vol., con le concordanze di altri storici, Basilea 1491
Illustrationes in I. Fabri dicti Gallici super libellos institutionum commentaria, Lione, 1501, 1543
Biblia latina cum concordantiis veteris et novi Testamenti atque juris canonici, Lione 1515