Centro di Documentazione Multimediale della Cultura Giuliana Istriana Fiumana Dalmata
July 15th, 2019
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Navigare nell’Adriatico della conoscenza

Cdm

Luogo: Trieste

Presentato dal CDM a Trieste il portolano di Magnabosco

Perchè fa tanto parlare di sè Piero Magnabosco con il suo portolano adriatico? La risposta è molto semplice: perchè è frutto di grande professionalità e passione, perchè tiene conto di tutte le componenti che rendono unica questa regione geografica segnata da mille isole e da una costa mozzafiato.
Ma presentare a Trieste il volume “Adriatico ” L’arcipelago delle Absirtidi” in occasione del 10 Febbraio, per il CDM è stata anche l’occasione per ribadire il fatto che, affrontare le questioni dell’Adriatico orientale con onestà intellettuale e rispetto dell’altro, contribuisce alla costruzione di quel “mare comune” garante di futuro.
A ribadirlo nei loro interventi, Renzo Codarin, Presidente del CDM e Giorgio Brezich, Presidente della Società Triestina della Vela che ha voluto sottolineare la partecipazione di tanti “marittimi e capitani delle isole quarnerine” alla serata. Due gli ospiti invitati a parlare del libro: la giornalista ed esponente ella Comunità di Lussino, Licia Giadrossi ed il presidente dell’Autorità portuale di Trieste, Claudio Boniciolli.
“Quando Magnabosco mi ha interpellata sull’argomento del suo libro ” ha ricordato la Giadrossi -, ne sono state felice, per l’attenzione e per l’approccio. Spesso ci troviamo a dover contrastare posizioni che, di fatto, escludono la presenza della nostra cultura nelle terre dei padri, ed è una cosa inammissibile. E’ costante, per tanto, il nostro impegno in questo senso che viene portato avanti anche con il nostro giornalino Lussin, oltre che con le numerose pubblicazioni che testimoniano la nostra realtà sulle isole quarnerina”.
Per Claudio Boniciolli intervenuto per l’interesse nei confronti dell’argomento ma anche per la sua appartenenza familiare alle coste dalmate, ha voluto sottolineare che il volume “non è solamente un portolano, ma un bellissimo libro ed un bellissimo oggetto, stampato bene, con grande ordine e razionalità, con una panoramica storica che va aldilà del semplice volume tecnico e che divide semplicemente per secoli, nel senso preciso dell’evoluzione storica di questo difficile mare, che può essere mare di pace ma che molto spesso è stato mare di guerra e mare di divisione”.
Ci ha pensato Magnabosco, con un viaggio ideale nelle Absirtidi a segnalare i luoghi da vedere e da conoscere per viaggiare “ad occhi aperti” consapevoli della storia e della civiltà che s’incontrano lungo queste coste.
“Ho letto con particolare interesse l’introduzione storica legata al volume ” ha detto ancora Boniciolli -, e quando Magnabosco parla ( a dimostrazione che la storia è sempre attuale) della vicenda legata al Kosovo, guarda caso questo riferimento ha un aggancio preciso con l’attualità storico-politica, così come leggiamo ogni giorno, con la riproposizione di problemi irrisolti”.
Il mare così permette di ragionare di politica e di economia,
“Lungo tutta la Dalmazia ” afferma Boniciolli – corre quella via adriatica importantissima che è l’autostrada del mare, una via che per numero di navi e di mezzi risulta essere la terza al mondo, e che proprio nei giorni scorsi, è stata afflitta da un gravissimo incidente al largo di Rovigno, che pone alle autorità italiane, croate, slovene, albanesi e bosniache un fatto estremamente importante: l’Adriatico, così com’è organizzato il traffico marittimo e commerciale oggi in Italia, è la via principale di afflusso di navi che trasportano idrocarburi, con petroliere dell’ultima generazione, dal Mediterraneo e dal resto dei mari del mondo verso l’alto Adriatico. Questo traffico dovrà svilupparsi con quella che è una delle principali risorse del mare Adriatico in ambedue le sponde che è il turismo, turismo per la Croazia, per la Dalmazia, moderatamente per i pochi chilometri di costa, seppur bellissima della vicina Slovenia, per l’Albania, che punta molto sul turismo. Ciò richiede una larga e crescente dotazione di mezzi tecnici e soprattutto, una larga collaborazione tra tutti i paesi adriatici, altrimenti anche i mezzi di cui sono dotate le varie marine, le capitanerie di porto, le autorità marittime dei vari paesi rischiano di non essere sufficienti per controllare e monitorare il traffico ed intervenire tempestivamente quando si verificano eventi come questo.
Questo dimostra quanto sia importante la collaborazione in campo internazionale, per quanto riguarda questo mare comune., che diventerà sempre più importante, non solo dalla costa al Danubio, ma anche oltre.
Con il potenziamento della rete di trasporti e delle infrastrutture sia stradali che ferroviarie che collegheranno i porti dell’Adriatico con il loro naturale retroterra fino al Danubio ed oltre, aumenteranno considerevolmente i traffici marittimi, come molti di noi sperano, ma questo significa anche aumentare i rischi, che vanno necessariamente controllati, vanno controllati tutti insieme perchè l’interesse è comune.
Ed è proprio per questo, che in prossimità della Giornata del Ricordo, dobbiamo ricordare con serenità i nomi italiani così come ricordiamo quelli croati che contraddistinguono la storia difficile di questa terra. Magnabosco nel suo libro parla di Slavi e di Latini: è giusto, l’impronta di Venezia è ancora molto forte, Venezia sapeva organizzare il traffico tra le sue sponde, ma aldilà degli aspetti militari, bisogna saperlo organizzare in un clima di dialogo fra gli stati per difendere questo patrimonio comune, che Magnabosco ha descritto in questo bellissimo volume, in modo puntuale e preciso, con grande eleganza, con grande sobrietà, trasformando un portolano, in qualcosa di utile e soprattutto piacevole da leggere in qualsiasi momento”.
Le immagini hanno fatto da filo conduttore della serata, permettendo di entrare nelle baie e porticcioli, svelando ormeggi sicuri con vento di Bora o Scirocco, ma anche spiagge solitarie e paesini da conoscere. Un mondo visto e vissuto dal mare, con rispetto. Belli gli aneddoti sugli incontri con i locali che aggiungono la giusta quantità di sale al libro di Magnabosco. (rtg)


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