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Fondi per l’Asilo italiano di Zara e il Festival dell’Istroveneto

VENEZIA – Sulle orme della Serenissima nell’Adriatico orientale, cercando una simbolica seconda vita dell’eredità storica e culturale di quella che, per cinque secoli e passa, è stata la Dominante. Con Deliberazione del Consiglio Regionale del Veneto del 14 ottobre scorso è stato approvato il Programma degli interventi per l’anno 2014 in attuazione della Legge regionale n. 15 del 7 aprile 1994, che recita appunto “Interventi per il recupero, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale di origine veneta nell’Istria e nella Dalmazia”.

Un capitolo che offre “gli strumenti per l’affermazione dei valori di amicizia e di coesistenza pacifica da sempre condivisi dalle popolazioni del Veneto, dell’Istria e della Dalmazia”, come si rileva nella documentazione diramata dalla Regione Veneto. I finanziamenti, va ricordato, sono destinati principalmente a enti locali veneti e istro-dalmati, alle Comunità degli Italiani di Slovenia e Croazia, oltre che a una vasta gamma di associazioni e istituti culturali veneti, croati e sloveni. Tra le voci inserite, il Festival dell’Istroveneto, organizzato a Buie dall’Unione Italiana, e l’Asilo italiano di Zara, di cui è propritaria la locale Comunità degli Italiani.

Complessivamente, per questa voce di spesa la Regione Veneto aveva messo a bilancio 450mila euro; ne ha ripartiti 420mila, mentre 30.000 euro sono riservati per l’organizzazione di un seminario di studi. Alla Direzione Relazioni Internazionali erano pervenute 57 domande, di cui 4 ritenute non ammissibili; ne sono state promosse 27, di cui 18 afferenti a iniziative culturali di vario genere – ma sempre legate al patrimonio storico, culturale e ambientale o allo sviluppo delle attività culturali delle Comunità italiane in Istria e Dalmazia – e 9 riguardanti interventi di restauro di palazzi o antiche mura.

Ricerche su Momiano, Buie, Salvore Dunque, per quanto ci riguarda più da vicino, l’Unione Italiana passa con il Festival dell’Istroveneto, manifestazione che ha lo scopo di recuperare e promuovere un dialetto che ha una diffusione in modo particolarmente capillare soprattutto nel territorio di Buie e nel centro storico della cittadina. È previsto un contributo di 25mila euro. È di 21.300 euro quello invece destinato alle attività culturali e d’istruzione che si svolgono nella Comunità degli Italiani e nella Scuola italiana dell’infanzia “Pinocchio” di Zara.

All’Università Popolare Aperta di Buie sono stati riconosciuti 6.300 euro per la pubblicazione degli atti del convegno scientifico internazionale “Momiano e l’Istria: una comunità e una regione dell’Alto Adriatico (storia, arte, diritto, antropologia)”, che si è tenuto a Momiano il 14-16 giugno 2013 (il volume è la testimonianza scritta delle ricerche e degli studi eseguiti negli archivi di Venezia, Pisino e Capodistria, aventi per oggetto il territorio del Momianese, con specifico riferimento ai suoi abitanti, alle radici storico culturali ed ai suoi legami con la Repubblica Serenissima, nonché ai rilievi architettonici descrittivi del castello di Momiano; al convegno erano stati presentati per la prima volta documenti e immagini inedite del castello e, oltre a quelli del Tommasini, del Manzuoli, dello Zinnato e di Neami, non esistono scritti e ricerche eseguite in epoca moderna su questo territorio).

Per la ricerca archivistica su Salvore e il suo territorio nell’età della Serenissima, la Comunità degli Italiani salvorina potrà beneficiare di 11.400 euro, mentre la CI di Buie potrà usufruire di 2.200 euro per la stampa in un libro delle relazioni presentate alla tavola rotonda incentrata sulla tematica “Seicento anni dalla dedizione di Buie a Venezia (1412-2012)”, tenutasi il 18 dicembre 2012, con interventi di Kristjan Knez, Gaetano Benčić, Lorella Limoncin Toth, Lucia Moratto Ugussi, Denis Visintin, Rino Cigui e Marino Dussich, in occasione del 65.esimo anniversario della CI. La Società di Studi storici e geografici di Pirano, invece, potrà avvalersi di 3.900 euro per un volume sul pensiero politico e gli strumenti storiografici utilizzati da Tomaso Luciani (Albona 1818 – Venezia 1894), uno dei più importanti uomini del Risorgimento che l’Istria abbia dato alla luce.

Alla Deputazione di Storia patria per la Venezia Giulia (Trieste) vanno 11.000 euro per una ricerca sul problema della ri-cattolicizzazione delle diocesi istriane di Capodistria e quella di Parenzo, e un importo identico va alla Società Dalmata di Storia Patria per il progetto MARE 5 – Le Relazioni dei Rettori dello Stato da Mar; 9.500 euro per il Centro studi cultura, ambiente, territorio di Noale, che intende recuperare gli antichi formulari, di epoca medievale, redatti per le commissioni o capitolari ai rettori veneziani inviati in Istria e Dalmazia, con le istruzioni per operare nei reggimenti di destinazione (Relazioni e comunicazione politica in area adriatica: i rettori veneziani d’Istria e Dalmazia e le loro commissioni, secoli XIII-XVI); 3.800 euro invece per la seconda edizione di “Radici comuni”, scambio tra l’Istituto superiore E. Mattei di Conselve e la scuola superiore italiana “Pietro Coppo” di Isola.

Pensiero rivolto alle scuole Al Ginnasio “Gian Rinaldo Carli” di Capodistria vanno 6.900 euro per la realizzazione di un’edizione bilingue (italiano sloveno) sull’istituto, con la ricostruzione storica della scuola, dal XVII secolo ai giorni nostri, evidenziando gli aspetti più significativi e i cambiamenti registrati nel corso del tempo, con particolare riguardo al periodo successivo al 1675, quando l’istituzione, con l’approvazione della Repubblica di Venezia, fu riaperta con il nome di Collegio dei Nobili. Tra i personaggi illustri usciti da questa scuola figurano Giuseppe Tartini, Gian Rinaldo Carli, Girolamo Gravisi, Pietro Kandler, Francesco e Carlo Combi, Bernardo Benussi… Invece 13.800 euro sono stati riservati per la nuova Scuola elementare di Cittanova (preliminare alla realizzazione dell’edificio è la progettazione, per la quale è stato richiesto il sostegno finanziario anche del Veneto).

L’Associazione Veneziani nel Mondo riceve invece 6.100 euro per avviare un corso sulla storia, la cultura, sulle tecniche di lavorazione e applicazione nella storia del vetro fuso nei territori di dominio veneziano. L’iniziativa è rivolta a persone provenienti dal Ginnasio “Gian Rinaldo Carli” di Capodistria, dalla Scuola media superiore italiana “Dante Alighieri” di Pola, dalla CI “Dante Alighieri” di Isola d’Istria e dalla Comunità degli Italiani del Montenegro; mentre la C.C.I.A.A. di Venezia, per il corso sul merletto di Burano e la sperimentazione della lavorazione con filati preziosi utilizzando durante il corso il rame o l’argento per l’esecuzione dei punti, ottiene 4.600 euro (ospiterà connazionali provenienti dalle medesime località).

Al Centro Ricerche Culturali Dalmate di Spalato, per l’attività didattica e organizzativa in collaborazione con il Liceo linguistico informatico “Leonardo Da Vinci”, sono stati assicurati 11mila euro. Inoltre, 5.600 euro sono stati accantonati dalla Regione per consentire il completamento della stampa, a cura del Dipartimento di Italianistica dell’Università degli studi di Zara, della pubblicazione dal titolo “Civiltà veneta e umorismo in Istria e Dalmazia. Il giornalismo umoristico – satirico in istroveneto e dalmatoveneto nelle riviste italiane dell’Adriatico orientale”.

Restauri di palazzi, mura, sculture Altri progetti promossi, il restauro della Torre detta del Porto o Porporella nel centro cittadino di Cittanova (17.200 euro, CI di Cittanova); il risanamento strutturale del seicentesco palazzo Sincich a Parenzo (46.800 euro, Coordinamento Adriatico); l’allestimento di un “cantiere scuola” per il restauro di 10 manufatti lapidei di araldica veneziana siti su edifici civili, su iniziativa della Comunità degli Italiani di San Lorenzo Babici (25.500 euro); il completo restauro della scultura in legno risalente alla fine del XV secolo, raffigurante un Sant’Antonio Vescovo, assiso e benedicente, con una folta barba grigia, ora sita nel deposito del museo diocesano di Parenzo, per una sua successiva esposizione (8.900 euro, Regione Istriana – Assessorato alla Cultura); la ristrutturazione della vecchia scuola esistente a Grimalda, con l’obiettivo finale di attrezzare l’edificio per l’istituzione di un Centro di eccellenza per l’educazione dei giovani della Regione Istriana (17mila euro, Comune di Cerreto); restauro del corpus centrale del castello di Pietrapelosa – proseguimento dei lavori sul muro orientale, parte delle mura meridionali e il muro interno del palazzo (62.700 euro, Città di Pinguente); le fasi finali di recupero dei Castelli di Grisignana e di Piemonte d’Istria (46.800 euro, Comune di Grisignana).

Inoltre, è stata inserito nella Programmazione il progetto (assegnato alla Comunità degli Italiani di Montenegro 18.700 euro), di studio e conoscenza, recupero e valorizzazione di un importante bene architettonico e culturale di origine veneta a Cattaro, quale la Porta Settentrionale, parte del tratto delle mura difensive di Cattaro. Con una lunghezza di circa 4,5 chilometri, la forma attuale di Porta Marina risale al 1555. E, sempre in questa terra a sud, sì (e 3.300 euro) alla proposta della Provincia di Venezia per un corso di restauro di oreficeria rivolto a 10-15 appartenenti della Comunità degli Italiani e a professionisti dell’Istituto nazionale per la tutela dei beni culturali del Montenegro, focalizzato sulle metodologie di restauro di antichi gioielli ed arte sacra antica risalenti alla tradizione veneziana.

Infine, al Comune di Montebelluna, vanno 8.600 euro per il progetto “Origini comuni: un patrimonio da salvaguardare e valorizzare”, che prevede un gemellaggio con Montona sulle tracce del patrimonio boschivo. I boschi del Montello e di Montona rappresentano un collegamento storico rilevantissimo con Venezia, poiché per secoli hanno rifornito di legnami pregiati la prima industria della storia occidentale: l’Arsenale. Il gemellaggio intende rinsaldare, in un contesto generale, il rapporto tra le relative comunità, ma soprattutto forse recuperare e valorizzare questa speciale unione tra i due paesi che trovano comuni radici in una storia dove il bosco assume una connotazione di bene culturale, perché elemento di identità.

Ilaria Rocchi, «La Voce del Popolo», 24/10/14