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September 7th, 2026
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Agm Marcinelle 2026 0

I Giuliani nel Mondo alle commemorazioni di Marcinelle

«È stato un piacere e un onore aprire, a Marcinelle, in Belgio, l’incontro dedicato al 70° anniversario della tragedia della miniera del Bois du Cazier, una ferita della nostra storia che, a distanza di settant’anni, non dobbiamo dimenticare»: sono queste le parole della vicepresidente  dell’Associazione Giuliani nel Mondo, Pamela Rabaccio, la quale ha partecipato, in rappresentanza dell’AGM, alle cerimonie ufficiali organizzate sul sito della miniera, diventato museo e dal 2012 anche patrimonio dell’umanità.
L’8 agosto 1956, 262 minatori persero la vita, tra loro anche 136 italiani e diversi corregionali del Friuli Venezia Giulia. Erano uomini partiti dalla nostra terra alla ricerca di lavoro e di un futuro migliore per sé e per le proprie famiglie.
Marcinelle non è soltanto una tragedia del passato: è una storia di sacrificio, di lavoro e di dignità, ma anche un monito contro lo sfruttamento dell’emigrazione. Anche Trieste e l’area giuliana sono terre profondamente segnate dalle storie di chi è partito, di chi ha attraversato confini e costruito la propria vita lontano dalla propria terra, portando con sé le proprie radici. Per questo è fondamentale che le associazioni dei corregionali del Friuli Venezia Giulia continuino a collaborare e a fare rete. Perché custodire la memoria significa anche costruire ponti tra le nostre comunità e le nuove generazioni. Le distanze possono separare le persone, ma non possono cancellare le radici.
«Come AGM siamo quindi felici di aver contribuito a realizzare questo progetto e ringrazio di cuore tutte le associazioni, le istituzioni, i relatori che hanno aderito all’evento. In particolare desidero ringraziare il presidente dell’Eraple, Cesare Costantini, al quale va il merito di aver ideato tale iniziativa, così come alla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, ed in particolare all’assessore Pierpaolo Roberti, per averla sostenuta con convinzione» ha continuato Rabaccio.
È stato anche portato il messaggio del presidente Giorgio Perini che tra l’altro ha ricordato Domenico Lenarduzzi, purtroppo scomparso, friulano, figlio di minatore, che per le sue doti era arrivato ai vertici della Commissione europea (ed è stato uno dei padri del programma “Erasmus”), ed è intervenuto anche Giulio Groppi, presidente del circolo AGM di Bruxelles: «Ricordare non significa soltanto guardare indietro. Significa fare in modo che ciò che è accaduto continui a insegnarci qualcosa per il futuro!»
«Partecipare alla cerimonia per il 70° anniversario della tragedia di Marcinelle è stata poi un’esperienza profondamente intensa e significativa», ha detto la vicepresidente AGM Pamela Rabaccio. «A settant’anni di distanza, colpisce innanzitutto l’elevata partecipazione e quanto sia oggi forte l’interesse dell’Italia nel commemorare quelle vittime, costrette a lasciare la propria terra per cercare lavoro e costruire un futuro migliore per le loro famiglie e il loro Paese» .
A dimostrarlo è stata anche la presenza dello Stato italiano, soprattutto con il messaggio del Presidente della Repubblica letto dal Presidente del Senato, così come la partecipazione di numerose associazioni regionali degli italiani all’estero, in particolare quelle delle regioni maggiormente colpite dalla tragedia, tra cui Abruzzo e Friuli Venezia Giulia. Particolarmente toccante è stata la presenza degli ultimi superstiti, oggi ormai ultranovantenni, ma anche di tante famiglie e di tanti nipoti che, anno dopo anno, continuano a ritrovarsi a Marcinelle per condividere una memoria, una sofferenza e una storia familiare che il tempo non ha cancellato.
«»Mi ha colpito profondamente anche la presenza di molti cittadini italiani che, per loro fortuna, nulla hanno avuto direttamente a che fare con quella tragedia e che tuttavia, per senso civico e per rispetto della memoria, continuano a partecipare alle commemorazioni ogni anno. È forse questa una delle forme più autentiche di memoria collettiva» continua Rabaccio.
Nel corso degli anni il sito di Marcinelle è molto cambiato. Il luogo della tragedia è diventato anche un luogo della memoria, grazie alla creazione del museo e agli spazi che oggi raccontano quella pagina dolorosa della nostra storia.
Particolarmente significativo è stato anche il contributo della nostra delegazione dei Giuliani nel Mondo, portato a Marcinelle attraverso la conferenza del giorno precedente e nei tanti momenti, anche più privati, vissuti durante il viaggio. È stata un’occasione importante per condividere non soltanto una ricorrenza, ma il senso profondo di una storia che appartiene anche alla nostra comunità regionale.
«Credo che tutti noi siamo tornati da Marcinelle con la convinzione che questa esperienza debba essere raccontata e condivisa con un numero sempre maggiore di persone, soprattutto con le nuove generazioni» aggiunge Rabaccio.
Marcinelle ci parla dell’emigrazione italiana del passato, delle difficoltà e delle sofferenze affrontate da chi ha dovuto lasciare la propria terra. Ma ci parla anche del valore del lavoro, della dignità che deve necessariamente accompagnarlo e, soprattutto, della sicurezza. Perché il lavoro non può mai essere separato dalla dignità della persona e nessuna ricerca di un futuro migliore può giustificare il sacrificio della vita. Il dovere di porre sempre maggiore attenzione alla sicurezza nei luoghi di lavoro deve essere anche il frutto della memoria di tragedie come quella di Marcinelle.
Settant’anni dopo, dunque, ricordare non significa soltanto guardare al passato. Significa assumersi una responsabilità verso il futuro.
Ringraziamo la Regione Friuli Venezia Giulia per aver sostenuto le associazioni dei corregionali all’estero e aver reso possibile la partecipazione di questa delegazione a Marcinelle, contribuendo a mantenere vivo il ricordo e a parlare di questa pagina di storia nei giusti termini e con il giusto rispetto.
Il nostro auspicio per il futuro è che, nelle prossime commemorazioni, possano essere coinvolti sempre più giovani, affinché possano conoscere questa storia, comprenderne il valore e trasformare la memoria in un insegnamento per il futuro. Perché ricordare Marcinelle significa ricordare chi siamo e quanto è costato, a tanti, costruire un futuro lontano dalla propria terra.
Fonte: Associazione Giuliani nel Mondo