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La mostra di Leonardo Bellaspiga

Venerdì 29 aprile 2016 alle ore 17.00 presso la Galleria di solidarietà nella Città vecchia di Cattaro è stata inaugurata la mostra “Sulle ali della bora, nel ruggito del Leone – da Trieste a Cattaro sulla rotta di Venezia” del pittore italiano Leonardo Bellaspiga: rimarrà aperta sino al 5 maggio con orario 9:00-15:00.

La mostra, organizzata nell’ambito dei progetti culturali dell’Università Popolare di Trieste (Upt), è un viaggio nel tempo e nello spazio dell’artista, ingegnere di professione e pittore e disegnatore per passione, che interpreta e riproduce mirabilmente i panorami, le città e i borghi, i monumenti storici di varie regioni, partendo da Trieste e scendendo lungo la costa fino al Montenegro, attraverso i luoghi in cui – per secoli o solo pochi anni – dominò la Serenissima Repubblica di San Marco.
Se il percorso segue la rotta di Venezia, i temi scelti dall’autore spaziano però senza schemi, passando liberamente dalla filigrana dei campanili veneti all’imponenza delle vestigia romane, dai profumi del mare ventoso alle case in pietra dell’entroterra istriano, fino alla bellezza selvaggia del lontano Montenegro, un tempo chiamato Dalmazia Veneta e ancora oggi forziere di tesori legati al Leone di San Marco.

A differenza di ciò che accade di solito, questa mostra ha il dono originale di essere sempre in formazione, mai statica, poiché man mano che visiterà alcune tra le cinquantadue Comunità degli Italiani presenti in Slovenia, Croazia e Montenegro si arricchirà di opere via via legate ai luoghi: un contributo importante al rapporto tra madrepatria e italiani rimasti in terre un tempo italiane, ma anche alla serena riscoperta delle comuni radici in quella che oggi chiamiamo Europa.
La definizione di “artista ingegnere”, utilizzata da alcuni critici, ben descrive l’estro di Leonardo Bellaspiga, virtuoso della china e particolarmente attratto dalle architetture, oltre che dal respiro ampio dei panorami, nei quali trasfonde – in bianco e nero – tutti i colori dell’anima.
Nella sua arte si coglie sempre lo stupore di fronte non solo alla bellezza del creato, ma anche a quanto nei secoli l’uomo abbia saputo contribuire ad essa con le opere del suo ingegno. Forse per questo, tra i suoi estimatori si contano anche i due ultimi papi: papa Ratzinger, che conserva le venticinque tavole dedicate al Sacro Monte di Varese, e papa Francesco, che a Pasqua ha meditato sulla Via Crucis di recente disegnata da Bellaspiga. Alcune sue opere sono custodite nella Biblioteca Vaticana