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La nave ammiraglia di Tito finisce negli abissi

Da ammiraglia della flotta militare ai comandi del Maresciallo Tito, a museo in fondo al mare, quale destinazione dei visitatori subacquei già a partire dalla stagione in corso. È questa la parabola della motonave Vis, che oggi si gode le ultime ore di aria e di sole prima di venir fatta colare a picco 250 metri al largo della baia di Polje che fa parte di Capo Promontore, in un punto in cui il mare è profondo 32 metri. L’unità è stata rimorchiata sul posto nella giornata di ieri, dopo che per tanto tempo era rimasta ormeggiata al molo di Musil. In precedenza lo scafo era stato ripulito per bene da ogni materiale che potesse causa di inquinamento marino, e nel marzo scorso era stato dettagliatamente ispezionato da un gruppo di subacquei croati, sloveni e italiani. Gli esperti dicono trattarsi di un’operazione delicata in quanto la nave va affondata facendole mantenere la posizione di galleggiamento e per impedire che vada a coricarsi su una delle fiancate. L’evento ha scatenato grande interesse e curiosità fra i media croati, per cui gli osservatori non mancheranno certamente: va detto che è il primo caso di affondamento voluto in Croazia, mentre nel mondo non è assolutamente una novità.

I biologi vedono di buon occhio l’operazione in quanto, come dicono, intorno a un corpo estraneo in fondo al mare si sviluppa la vita e si incentiva il patrimonio ittico. Contrari invece gli storici, secondo i quali è un gran peccato far fare questa fine a una motonave, preziosa testimone di un’epoca. Il defunto maresciallo infatti vi ha ospitato personalità politiche di tutto il mondo, compresi esponenti della famiglia reale britannica.

«Il Piccolo», 22 maggio 2016