Le cronache di Scipio Slataper dal terremoto della Marsica
Quando l’Austria-Ungheria dichiarò guerra alla Serbia dando inizio nell’estate del 1914 alla Prima guerra mondiale, centinaia di giovani italiani ancora sudditi dell’Impero asburgico esfiltrarono nel Regno d’Italia per non rispondere alla chiamata alle armi dell’Imperatore Francesco Giuseppe.
Trentini e triestini, goriziani e istriani, fiumani e dalmati irrobustirono così la componente irredentista all’interno del fronte interventista, che chiedeva all’Italia di entrare nel conflitto per compiere quella IV Guerra d’Indipendenza necessaria a completare il percorso di unificazione nazionale avviatosi nel Risorgimento ed interrottosi il 20 settembre 1870 con la breccia di Porta Pia che portò all’annessione di Roma.
Ci fu chi come il geografo trentino Cesare Battisti battè in lungo e in largo la penisola con accesi comizi, altri già si arruolarono come volontari in attesa della dichiarazione di guerra.
Nel periodo della neutralità l’Italia fu funestata da un terribile terremoto, a pochi anni di distanza da quello che distrusse Messina e Reggio Calabria, circostanza peraltro in cui sembra che qualcuno a Vienna, allora alleata dell’Italia nella Triplice Alleanza, avrebbe voluto sferrare un attacco a sorpresa all’Italia per riprendersi il Lombardo-Veneto…
Il 13 gennaio 1915 un violento sisma colpì la regione abruzzese della Marsica, riducendo in macerie Avezzano ed altre località. Distaccamenti dell’esercito furono mobilitati per fornire assistenza ai terremotati e tra coloro i quali si offrirono volontari ci furono i volontari redenti del Regio Esercito, Nazario Sauro in primis. Era invece presente nei panni di giornalista del quotidiano bolognese Resto del Carlino pure un irredentista sui generis, il triestino Scipio Slataper, il quale scrisse una precisa corrispondenza dalle località colpite dal sisma.
Lo scrittore Mauro Jr. Alonzi ne parla in un saggio pubblicato in formato elettronico Kindle:
https://www.amazon.it/terremoto-articoli-Slataper-Giuseppe-Prezzolini-ebook/dp/B014DDE9VA
Questo breve saggio vuole raccontare il terremoto marsicano attraverso gli articoli e le parole di Scipio Slataper e Giuseppe Prezzolini, articoli ricchi di dati e fatti riferiti, e di spunti di riflessione di non poco conto. Essi infatti accendono i riflettori non solo sull’evento sismico in sé e sui danni che ha causato a livello umano e materiale, come una qualsiasi cronaca dei fatti poteva fare, ma si calano nel territorio raccontando anche la Marsica e i territori limitrofi interessati, come la valle del Liri e Sora, e andando a toccare le problematiche sociali ed economiche che li caratterizzavano.
L’opera è articolata in nove paragrafi, i cui titoli sono tratti dall’articolo principale cui si riferiscono. I primi sei paragrafi si rifanno alla cronaca di Slataper, che dal 15 al 22 gennaio inviò dieci articoli al Resto del Carlino (in alcuni giorni ne scrisse più di uno), e chiude con i tre del Prezzolini: il primo, scritto a Roma e inviato al Popolo d’Italia il 15 gennaio, il secondo, sempre da Roma il 21 gennaio, dopo esser stato tre giorni nella Marsica, e l’ultimo, apparso sul Popolo d’Italia il 27 gennaio.
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