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1953: l’Italia era già qui – Pittura italiana contemporanea a Trieste

1953: l’Italia era già qui – Pittura italiana contemporanea a Trieste

Autore: catralogo della mostra
Anno di pubblicazione: 2008
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Questa operazione a tre – Università di Trieste, Comune di Trieste, Soprintendenza per i beni architettonici ed il paesaggio e per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico del Friuli Venezia Giulia – integra e definisce un percorso di ricerca avviato quattro anni or sono, in occasione del ciclo di iniziative realizzate per il 50° del ritorno di Trieste all’ Italia.
Rivedere la mostra di arte contemporanea nazionale, mostra allestita tra il dicembre 1953 e il gennaio 1954 nell’aula magna dell’Ateneo, consente infatti di centrare una serie di obiettivi. Apre al grande pubblico una collezione di valore come quella conservata dall’Università e arricchita nella circostanza da prestiti prestigiosi.
Permette, a distanza di oltre mezzo secolo, di rimeditare sotto il profilo critico quell’importante esposizione, allora sicuramente innovativa, in quanto non era scontata una così significativa presenza di pittura contemporanea nell’ambito di uno spazio accademico.
Riprende, sul versante storico, la riflessione sugli avvenimenti che prepararono il terreno al Memorandum dell’autunno 1954: una mostra di soli artisti italiani a Trieste era, evidentemente messaggio di inequivocabile chiarezza.
Questo “remake” attiva, dal duplice punto di vista culturale e organizzativo, una virtuosa collaborazione tra pubbliche istituzioni. Conferma il ruolo-chiave del Museo Revoltella, non solo galleria di nazionale rilevanza, ma fondamentale snodo delle strategie culturali giuliane: dal marzo all’aprile di quest’anno ha ospitato la collezione d’arte della Rai regionale, fino a novembre contribuirà a valorizzare il notevole patrimonio artistico del nostro Ateneo.
D’altronde uno dei maggiori ispiratori della mostra del 1953 fu lo storico del’arte Gian Luigi Coletti, per lunghi e importanti anni presidente del Curatorio del Revoltella.
Una ragione in più per una partecipazione da parte del Comune convinta, doverosamente memore.

Massimo Greco
Assessore alla Cultura

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