Centro di Documentazione Multimediale della Cultura Giuliana Istriana Fiumana Dalmata
February 26th, 2024
+39 040 771569
info@arcipelagoadriatico.it

Archive: Posts

Marisa Madieri 3

Marisa Madieri: le parole della vita

Uscito un libro di Ibiskos di Graziella Semacchi Gliubiche e Cristina Benussi

E’ un ricordo delicato, quasi in punta di piedi: Graziella Semacchi Gliubich ci restituisce tanti piccoli momenti condivisi con Marisa Madieri da amiche e soprattutto da mamme nel giardino pubblico vicino casa. L’autrice di Verde acqua e la Radura, ritorna con la sua grazia a raccontarci un rapporto con la vita che ha segnato una generazione. La Semacchi Gliubich firma con Cristina Benussi – e viceversa per l’importanza dei due contributi che lo compongono, complementari ma profondamente diversi – questo libro intitolato proprio “Marisa Madieri. La vita, l’impegno, le opere”. Ci giunge attraverso la capacità di rendere protagonisti gli attimi, apparentemente banali, del quotidiano, il respiro dell’autrice fiumana: schiva, discreta ma piena di quella saggezza che la vita le aveva insegnato attraverso prove che l’hanno incoronata scrittrice. Chissà, se non ci fosse stata l’esperienza del Silos, quella vergogna di sentirsi diversa, chissà se sarebbe scattata la ricerca di un riscatto che prima ancora di giungere con le parole di Verde acqua, era passato attraverso l’abnegazione per la famiglia, i figli, l’insegnamento. Le cose che compongono una vita ma che spesso raggiungono il respiro dell’esempio perfetto.
Che cosa succede tra queste donne della Trieste bene, mogli di uomini importanti, madri di ragazzi che devono crescere seguiti e indirizzati? Hanno nel cuore la cura della casa, come le loro madri e molto lontano dalle ragazze di oggi, con il conforto dell’agiatezza, la serenità della famiglia come vocazione importante ma non unica. Anche Graziella, come Marisa, accarezza e persegue il desiderio di esprimere se stessa nella scrittura. Graziella nelle filastrocche, poesie di una casalinga colta e con un grande dono naturale: l’autoironia. Marisa concedendosi una necessaria catarsi nel racconto degli anni del campo profughi in cui una pesante promiscuità metteva a nudo ogni cosa meno che i pensieri più profondi, la solitudine e il desiderio di riscatto. Ma il tutto con grande dignità, senza una gratuita e facile autocommiserazione, perché lei conosce chi soffre, s’impegna ad aiutare il prossimo, si spende per chi ne ha bisogno. Tutte e due, donne che sono riuscite ad emergere anche dal ruolo che la società degli anni settanta ed ottanta aveva loro assegnato. Mentre sbriga le faccende, Marisa respira il respiro della casa, il marito che corregge le bozze in una stanza, i ragazzi che fanno i compiti, i pensieri si rincorrono e fermarli scrivendo diventa una necessità.
Graziella lo fa seduta al tavolo di cucina, su un quaderno dismesso dai figli, scrivendo le sue filastrocche, le poesie e nascondendolo appena la porta di casa la riconduce al suo ruolo di “angelo del focolare”. Con Marisa s’incontravano spesso nel quartiere dove abitavano e i loro discorsi erano i più disparati, con una particolare attenzione a quella Trieste in cui riconoscevano una dimensione condivisa, la ricerca di uno spazio per essere pienamente se stesse.
La scrittura ha offerto a tutte e due l’occasione giusta.
Graziella inizia a ricordare Marisa da una strada di Fiume, già via Angheben (oggi via Zagabria), dove una targa ricorda la scrittrice scomparsa, nata proprio lì, tra il porto austriaco e quello ungherese, vicino agli splendidi edifici dei mercati, a pochi passi dal teatro Verdi, ora Zajc e alla fiumara che corre verso il mare. Un piccolo grande mondo di passaggi, arrivi e partenze di una città complessa, tormentata ma ricca di tanta esperienza che la Madieri ha saputo restituire con la dignità di chi sa amare senza riserve.
Dal ricordo di Graziella, tenero, pieno di spunti di incredibile saggezza e ricchezza – ampliati anche dalle testimonianze, in appendice, di altre donne che l’hanno conosciuta o apprezzata – alle riflessioni di un critico letterario come Cristina Benussi. L’analisi dell’opera della Madieri è precisa, articolata, dettagliata. Nella prima parte l’affetto, lo slancio, nella seconda il rigore scientifico che sublima il tutto ed unisce tre (o più) donne straordinarie nei rispettivi compiti, in un libro (Collana Le protagoniste-Ibiskos Editrice Risolo) da leggere tutto d’un fiato.
Rosanna Turcinovich Giuricin

L’Osservatore Adriatico